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Torna a Full Gas un’ ospite d’eccellenza e una vera amica della nostra trasmissione: Arianna Casoli.

Nella puntata 78 di Full Gas torniamo ad ospitare Arianna Casoli. Pilota Euro Nascar che abbiamo già intervistato l’anno scorso e che ci parla meglio della sua categoria e a cui abbiamo chiesto una sua opinione sulla stagione di Formula 1.

Sta iniziando il campionato euro Nascar. Cosa ti aspetti per la prima gara di Valencia e per il campionato?

Innanzitutto divertirmi e poi… sopravvivere alla curva 1! Ci saranno 35 auto a Valencia, con partenza lanciata, le prime curve saranno davvero molto affollate!

È un campionato molto partecipato, con spettatori molto appassionati del campionato, e ci sono molte gare e molto divertimento

Con la stessa macchina correte in due, ma sostanzialmente in due categorie differenti. 

Si, ognuno ha le sue gomme, la sua qualifica e le sue gare indipendenti. Ci sono tante categorie di piloti che vengono raccolte in altre sottocategorie. Il regolamento prevede poi una partenza lanciata e sono gare che vanno gestite dall’inizio alla fine perché la tua posizione in gara può cambiare in un attimo.

Non ci sono aiuti elettronici come servosterzo, traction control etc. Conta tantissimo la bravura del pilota.

Esatto, non c’è nessun aiuto alla guida. È una gara vera, vecchio stile. Il pilota deve metterci molto del suo, ma conta tanto anche il lavoro di squadra e la capacità di guida, soprattutto perchè le due gare e anche le qualifiche vengono fatte entrambe con lo stesso treno di gomme. Bisogna essere molto bravi a gestirle durante tutto il weekend.

Arianna sulla Mustang #14 del team SpeedHouse

Come ti trovi sul circuito di Valencia?

Mi piace molto, è molto divertente e anche il pubblico riesce a vedere tutto dalle tribune. Inoltre ci sono curve veloci in cui bisogna avere coraggio di “tenere giù” per non perdere velocità.

Da quante gare è composto il campionato?

Sono sei gare, dopo Valencia la prossima sarà Brands Hatch e a Luglio saremo in Italia, a Vallelunga.

Come si fa la Curva 1 di Brands Hatch? Io l’ho vista solo al simulatore.

Noi facciamo la configurazione più corta del circuito e su Curva 1 bisogna frenare in salita, guardando il pubblico, e poi si va giù in discesa con una compressione notevole. È molto tecnica. C’è anche chi si aggrappa al cordolo interno per cercare di avere uno spunto in più, ma è difficile trovare il punto giusto di frenata senza vedere la curva.

Parlando di F1. Come si evolverà il campionato secondo te?

C’è una grande bagarre e c’è tanta attenzione. Forse stiamo anche assistendo ad un cambio generazionale, ma i veterani possono ancora dire la loro

I nuovi piloti sono forse un po’ troppo figli del simulatore?

Si, concordo con te. Forse bruciano un po’ le tappe a scapito dell’esperienza in pista. Lo dico forse per il tipo di auto che guido io, che sono molto diverse, ma in pista si sviluppa uno stile di guida molto diverso, anche come carattere e capacità di stare nella gara. Il simulatore permette di fare molti test di configurazione che magari non è possibile fare in posta, ma dà meno dal punto di vista umano.

In F1 si fanno molti giochetti psicologico. Anche in Nascar capita?

Euro Nascar è un ambiente molto semplice, forse nella Nascar statunitense. Il mental coaching è comunque molto importante in ogni sport e l’approccio mentale è fondamentale. Per quanto mi riguarda è anche una sfida con me stessa: dobbiamo gestire tantissima adrenalina in pochissimi istanti e le decisioni vanno prese in fretta. Dobbiamo stare attenti alla pista, valutare le situazioni e prevedere quello che succede e potrà succedere.

Ringraziamo Arianna Casoli per essere tornata con noi e le auguriamo un futuro pieno di vittorie.

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