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Non c’è bisogno di introduzione per una leggenda del motorsport italiano: Gian Carlo Minardi. La sua scuderia ha disputato 340 gare in 20 anni di attività nella Formula 1. Nella Minardi sono passati piloti come Alboreto, Martini, Fisichella, Trulli, Badoer, Genè, Alonso, Webber e tanti altri. Oggi è Presidente del CdA della società che gestisce il circuito di Imola. Non serve aggiungere altro: passiamo subito all’estratto dell’intervista completa che potete ascoltare nella puntata 73 di Full Gas

Le Ferrari sono partite bene, riusciranno ad essere competitive per tutto il campionato?

Chi parte bene è a metà dell’opera, ma è sempre difficile prevedere cosa accadrà. Intanto ha dimostrato di essere una macchina affidabile e il team ha fatto una gara stupenda. La strada è lunga e gli altri reagiranno: la RedBull ha un leggero vantaggio, ma mai dire mai.

Hamilton ha dichiarato di essere un po’ in difficoltà mentalmente. Cosa gli diresti?

I panni sporchi si lavano in casa, a meno che anche questa non sia una strategia… Nella mia generazione i social non c’erano e tutto partiva dal team. Non c’era questa corsa allo scoop, ma non ha senso né criticare la squadra né creare situazioni ambigue. Se la Mercedes risolve i suoi problemi si inserirà anche lei nella corsa al mondiale.

Il nuovo regolamento doveva portare standardizzazione invece ha sparigliato le carte.

Chapeau alla FIA! Il regolamento ho creato auto molto diverse e tutti i team sono diversi uno dall’altro. Anche il budget cap sarà una variabile importante, le squadre dovranno pianificare gli investimenti e non sgarrare. Questa stagione è partita benissimo, con una grande competitività anche tra le seconde file. Per ora va tutto per il verso giusto.

Il circuito dell’Arabia Saudia può essere definito un po’ troppo pericoloso?

Secondo me è un circuito senza senso. I circuiti cittadini come Monaco servono per far spettacolo, ma devono avere altre caratteristiche. Questo circuito è un controsenso rispetto a quello che viene chiesto per la sicurezza: un circuito senza vie di fuga. Nonostante sia stato fatto tanto per la sicurezza, il muro è sempre il muro.

Gian Carlo Minardi in pista su una delle sue vetture

Si correrà anche a Las Vegas lasciando fuori piste come Hockenheim. Forse servirebbe correre su piste più appassionanti?

Sarà il pubblico a decidere, ma da quello che abbiamo visto di Las Vegas siamo sulla falsa riga di Geddha. Poche vie di fuga e alta velocità. Bisognerebbe agevolare altri tipi di circuito, tra cui anche quelli europei.

Shumacher è in difficoltà in questo inizio di stagione, può essere un problema?

Alla prima gara aveva fatto bene e nell’ultima ha fatto un errore mentre lottava per cercare di entrare in Q3. L’incidente gli servirà come motivazione e apprendimento, andrei piano a criticarlo già ora.

La Formula 1 torna a non avere piloti italiani, ma ci sono piloti interessanti in altre categorie. Si riusciranno a portare piloti italiani in F1?

Tanti ragazzi stanno facendo benissimo e devono fare strada a gomitate perchè non hanno i soldi per acquistarsi un posto in Formula 1. E’ chiaro che comunque in F1 ci sono solo 20 posti e non è facile per nessuno. Anche chi ha “la valigia” ha vinto in categorie inferiori, quindi non dobbiamo sempre criticarli a priori.

Imola torna ad essere protagonista nel motorsport che conta, GT World Challenge e altre categorie oltre alla F1.

Stiamo cercando di promuovere il circuito anche oltre l’ambito sportivo. In questo fine settimana abbiamo venduto più di 4.000 biglietti, ovviamente anche grazie alla presenza di Valentino Rossi, ma è un risultato molto importante. Non esiste solo la F1 e Imola è un circuito importantissimo. Sarà il pubblico, con la sua presenza, a far capire che tipo di circuiti vanno sfruttati. 

Ringraziamo Gian Carlo Minardi per la disponibilità, per tutto il lustro che ha portato all’Italia motoristica con la sua Scuderia oltre che per l’impegno che ancora mette nel promuovere il circuito di Imola e il motorsport italiano.

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