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Nell’ultima puntata di Full Gas abbiamo intervistato uno dei massimi esponenti della storia del motorsport italiano: Gianmaria Bruni. Un pilota che è stato per ben due volte campione del mondo del campionato FIA WEC e con un’avventura anche in Formula 1.

Qui sotto un estratto di ciò che Gianmaria Bruni ci ha raccontato nell’intervista integrale che, come sempre, potete trovare in versione integrale nella puntata 72.

Vorrei parlare con te di WEC e di Formula 1. C’è stato un livellamento delle prestazioni e la FIA ha fatto un buon lavoro sulla nuova F1.

Certamente. Il campo di regolamento è stato evidente e le auto riescono a seguirsi più facilmente. Questo ha fatto sì che nuovi team riuscissero a far parte della partita quando l’anno scorso magari erano relegati nelle retrovie.

L’uso del DRS porta a superare sul rettilineo invece che in staccata, non toglie un po’ spazio alla bravura del pilota?
Sono d’accordo, i piloti giocano con il DRS e sfruttano questo nuovo sistema. Avere DRS sul rettilineo vuol dire 120% di facilità di sorpasso, ma nessuno vuole passare per primo sulla linea del DRS per non concederlo all’avversario, quindi a volte fanno dei giochetti come quelli visti domenica.

Gimmi Bruni con la Minardi PS04B durante le libere del GP di Gran Bretagna 2004

Tu hai vinto tanto, secondo te come si sente ora un pilota come Hamilton? Lui è abituato ad essere sempre competitivo.

La tua analisi è corretta, ma queste sono le corse. Lui è stato molto “aiutato” esordendo su una McLaren e non su una Minardi. Affronta questa situazione di difficoltà dopo tanti mondiali e sicuramente peserà, ma ci dobbiamo passare tutti prima o poi. Vediamo di che pasta è fatto.

Stai dicendo: la normalità non è quella che ha vissuto finora, ma quella che sta vivendo ora.

Sicuramente sì, la cosa non normale era vederlo sempre primeggiare come e quando voleva. Non sono le gare vere. Lui è un pilota di grandissimo talento, uno dei migliori, e ha meritato tutto quello che ha vinto, ma aveva anche una macchina iper competitiva.

In Arabia Saudita ci sono stati attacchi missilistici, tu avresti corso?

Se fossi dovuto partire per la gara il giorno dopo io non avrei corso, ma se sei lì quando avviene l’attacco missilistico… ormai siamo già tutti lì. Correre o non correre non cambierebbe nulla, perchè siamo comunque a rischio anche non correndo. Fosse successo qualche giorno prima magari le cose sarebbero andate diversamente.

Gimmi Bruni in azione

Parliamo di WEC. C’è stata la 1000 miglia di Sebring con un tuo terzo posto.

Le Porsche andavano bene, noi saremmo arrivati primi o secondi ma c’è stato un problema al pitstop e siamo usciti dietro alla Corvette. C’è un po’ un rammarico, ma queste sono le gare. Io amo Sebring, ma è un circuito molto insidioso per i piloti e le auto.

I bump danno davvero così fastidio?

Io non ci andavo da due anni e non me la ricordavo così. In realtà è sempre uguale, ma non ero più abituato a quella pista. E’ unica.

Gimmi Bruni in pista con la Porsche a Daytona

Cosa ti aspetti dalle 6h di SPA?

E’ una buona pista per Porsche. Speriamo in una buona gara e magari di recuperare quello che abbiamo perso a Sebring.

Le LMP2 continuano a essere depotenziate, forse andrebbe rivisto il progetto Hypercar?

…e ancora deve partire! Non lo so, vedo questa categoria come bellissima ma piena di insidie dal punto di vista tecnico.

Ringraziamo Gianmaria Bruni per la disponibilità e gli auguriamo altri anni di vittorie!

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