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Aston Martin, un altro dei competitor del prossimo Campionato del Mondo di F1, ha presentato la AMR22. La monoposto con la quale cercherà di entrare nella parte alta della classifica, nella sfida iridata ormai alle porte. La presentazione della vettura inglese sembra al momento l’ unica ad aver offerto oltre alla livrea della propria auto, anche la visione di qualche particolare tecnico “reale” del progetto inglese.

Nel pomeriggio di ieri l’ Aston Martin, marchio che dallo scorso anno ha debuttato nel mondiale di F1, ha tolto i veli dalla nuova creatura con la quale disputerà il Campionato 2022. È la AMR22, monoposto che, nelle intenzioni della casa, dovrebbe riportare il marchio verso la cima della classifica iridata.

Aston Martin AMR22

Erano presenti all’ evento il presidente esecutivo, Lawrence Stroll, insieme al direttore tecnico, Andrew Green, e al direttore delle prestazioni, Tom McCullough. Oltre naturalmente ai piloti Sebastian Vettel e Lance Stroll che hanno parlato delle loro aspettative per la prossima stagione, dopo la presentazione della monoposto.

Il poliedrico proprietario della scuderia, ha esposto in maniera quanto mai chiara le ambizioni del team “verde Inghilterra”. Già emerse peraltro nell’ hashtag  #WeClimbTogether (in Italiano: saliamo insieme) scelto come motto per la stagione 2022.

Lawrence Stroll

“La salita dell’ Aston Clinton è a circa un’ora di auto da Gaydon (NdR: sede della casa Inglese) ed è stato lì che Lionel Martin ha lanciato l’ Aston Martin nella passione della competizione. Quello è stato l’ inizio della scalata su cui il nostro team di Formula 1 è ancora oggi. Abbiamo un piano quinquennale per continuare a salire e arrivare in cima. Per vincere in Formula 1 tutto deve essere al posto giusto e molte parti mobili devono unirsi. Hai bisogno delle persone giuste in ogni parte della squadra e hai bisogno dei partner giusti per renderlo possibile. In Aston Martin abbiamo partner meravigliosi e molto apprezzati, incluso il nostro partner principale, Cognizant, e sono lieto di dare il benvenuto ad Aramco come nostro partner strategico a lungo termine”.

La AMR22 presentata sembra, per ora, l’ unica ad aver esposto alcuni particolari tecnici abbastanza reali rispetto alla monoposto che vedremo in pista nei prossimi mesi. Che si discostano dal “manichino” utilizzato da Red Bull e Haas negli scorsi giorni. Molto più simile a quello messo in mostra dal F1 Group e dedicato, dai team, più all’esposizione della livrea e degli sponsor che della vera monoposto.

La nuova Aston Martin sembra diversa nelle fiancate, sulle quali campeggiano vistose feritoie nella parte superiore (…problemi di surriscaldamento?), decisamente diverse nella forma e nelle dimensioni. Sicuramente più generose e profilate rispetto a quelle del manichino F1. Differenziandosi anche nel musetto, più piatto e squadrato e nel cofano motore che ricopre in maniera particolarmente aderente, le forme del motore Mercedes. Lasciando emergere un vistoso rigonfiamento, su ognuno dei due lati, legato alla geometria del propulsore tedesco.

Praticamente identica a quella del “manichino”, l’ ala posteriore che sovrasta il canonico schema delle sospensioni pull-rod. Mentre lievi differenze si notano all’ anteriore dove un ala leggermente diversa, (probabilmente non definitiva) si antepone ad uno schema classico di sospensioni push-rod.

Una vista dell’ anteriore della AMR22

La conferma della reale “esistenza in vita” della monoposto inglese, si è avuta nella giornata di oggi con i primi giri di pista effettuati dalla AMR22 in uno shakedown mostrato anche sul profilo Twitter di Aston Martin. Che ha permesso anche di ascoltare i primi ruggiti del motore Mercedes di cui è dotata.

Conosceremo nei test di Barcellona (benchè a porte chiuse) ed ancora di più in quelli del Bahrain l’ effettiva efficacia del progetto AMR22. Sperando possa, in qualche modo, aumentare il campo dei pretendenti al titolo, a tutto vantaggio dello spettacolo in pista.

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