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L’olandese della Red Bull vince negli ultimi 5,2 km, con un giro finale (e un mondiale) già diventato storia della Formula 1. Noi di FullGas abbiamo analizzato chi avrebbe vinto il mondiale con i sistemi di punteggio del passato. Il nuovo sistema di calcolo fornisce risultati interessanti.

Si è concluso da poco uno dei mondiali più belli della storia della Formula 1; che ha incoronato Max Verstappen campione del mondo dopo il regno di Sir Lewis Hamilton.

I due fuoriclasse sono arrivati all’ultimo Gran Premio a pari punti, esattamente come accaduto solo nel 1974. Quando Emerson Fittipaldi e Clay Regazzoni si contesero il mondiale negli Stati Uniti.

All’epoca venivano assegnati punti solo i primi 6 classificati: così Fittipaldi vinse il mondiale grazie al suo quarto posto finale e all’undicesima piazza di Regazzoni.

Visto l’arrivo all’ultimo GP a pari punti abbiamo voluto ricalcolare i risultati di questo mondiale. Per vedere come sarebbe cambiata la classifica con i sistemi di calcolo usati nei decenni precedenti, dal 1950 ad oggi.

[Nota Metodologica] Il calcolo si basa sui punti assegnati ad ogni posizione di arrivo. Senza tenere conto delle casistiche particolari quali assegnazioni punti dimezzate, punti bonus per il giro veloce, penalizzazioni, ecc.

Pertanto i seguenti dati potrebbero non essere realistici al 100% delle posizioni finali che si sarebbero ottenute nei decenni precedenti. Qui il dettaglio del sistema di punteggio usato per questi calcoli : https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_di_punteggio_della_Formula_1

Nell’immagine salta subito all’occhio come le prime quattro posizioni siano invariate qualsiasi sistema di punteggio venga considerato: Verstappen, Hamilton, Bottas e Perez.

In qualsiasi anno si fosse corso questo splendito mondiale, Verstappen sarebbe stato campione del mondo esattamente com’è oggi.

Si può anche notare come i sistemi di calcolo introdotti recentemente abbiano portato alla riduzione dei piloti senza punti e di quelli a pari punti.

Con il punteggio degli anni ‘50, ci sarebbero stati ben sei piloti in fondo alla classifica; poi passati a 5 negli anni ‘60, a 3 dal 2003 e infine a 2 con l’attuale sistema. Questo aspetto è sicuramente positivo per incentivare anche i team minori a creare competizione (e quindi spettacolo) nella sfida tra loro. L’allargamento della platea di piloti a punti ha infatti permesso di ottenere punti anche a chi è spesso costretto a combattere nelle retrovie. Ed è quindi quasi impossibilitato ad arrivare nei primi sei.

Per quanto riguarda i piloti a pari punti, si passa da 9 piloti con il sistema in vigore dagli anni ‘60 al 2002, a 7 nel periodo 2003-2009 per poi passare a soli due piloti con il sistema attuale (Mazepin/Schumacher a 0).

Anche questo permette di stilare una classifica meglio definita e più combattuta. Non tanto in cima alla classifica dove la battaglia per il titolo è costante, quanto più a centro-fondo classifica. Oltre che tra i team che non possono competere per le prime posizioni.

Possiamo quindi riconoscere alla Formula1 la capacità di mantenere un ottimo bilanciamento dei punteggi delle prime posizioni. Che di fatto ha permesso di ottenere un risultato comparabile a tutti i mondiali precedenti, mescolando invece le carte nelle retrovie. Le modifiche regolamentari del punteggio sembrano quindi aver ottenuto il risultato di movimentare la classifica senza stravolgere gli equilibri storici. Promuovendo la competizione anche tra le piccole scuderie che non sono in grado di competere con i big. Un evento che può comunque generare sfide, competizione e spettacolo tra loro.

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