Tempo di lettura: 3 minuti

Max Verstappen vince il Gran Premio del Belgio. Dopo un pomeriggio di attesa per una partenza che, a causa della pioggia battente, in pratica non c’è mai stata. La direzione di gara decide di assegnare un punteggio dimezzato dopo due soli giri validi percorsi dalle monoposto dietro alla safety car sotto il diluvio incessante. Una decisione che non mancherà di sollevare polemiche sulle sorti dell’ intero campionato…

Max Verstappen si assicura il primo posto in un Gran Premio del Belgio decisamente anomalo. Dopo una lunga attesa, che ha visto l’intera griglia di partenza di Spa percorrere due soli giri sotto la pioggia battente. Dietro alla Safety Car con l’assegnazione al termine di un punteggio dimezzato.

L’arrivo della gara dietro la safety car

Una procedura che ha dell’ incredibile di fronte alla quale non ci si era mai trovati in precedenza. E che sicuramente sarà fonte di enormi critiche sul comportamento di Michael Masi & C.

Ma partiamo dall’ inizio. Alle 15:00, orario originario della partenza, la direzione di gara a causa della pioggia torrenziale che allaga il circuito, pospone di mezz’ora lo start. In attesa di un miglioramento delle condizioni meteo che in realtà non arriverà più.

Alle 15:30 due giri dietro la Mercedes di Bern Maylander ed un frettoloso rientro ai box convincono tutti che disputare la gara sarà molto difficile.

Seguono circa due ore di attesa fatte di comunicati di rinvio, partite a carte nei box, sonnellini ed altre disarmanti amenità all’ interno della pit lane. Un’ attesa snervante durante la quale il buon Masi ed i suoi assistenti maturano l’ insana idea che renderà valida la corsa belga.

La pit lane di Spa, allagata

Qualora si riesca a prendere il via, saranno percorsi poco più di due giri di pista, dietro alla safety car. Dopo i quali, al permanere delle condizioni meteo sfavorevoli, verrà assegnata la metà dei punti previsti dal regolamento ad ognuno dei piloti della top ten.

Una rappresentazione andata in scena poco più di un ora dopo, verso le 18:20. Che tra proteste e malumori ha reso valida a tutti gli effetti la trasferta di Spa Francorchamps ai fini della classifica mondiale.

Inutile dire che, nonostante la difficile situazione in cui la direzione di gara si è trovata a decidere sulle sorti della corsa di Spa, la soluzione scelta sia risultata ben peggiore di un possibile annullamento del GP.

Un compromesso che apre la strada ad una infinita sequela di polemiche. E che come aspetto positivo premia soltanto la stupenda qualifica di George Russell (al termine in P2). Altrimenti destinato ad una immediata retrocessione alle posizioni di rincalzo nel caso di una gara disputata in condizioni normali.

Il 2° posto di George Russell

La tempesta di Spa ha messo in luce molteplici punti oscuri di una F1 che sembra persa in una nebbia fatta di indecisioni e insicurezze. Dettate dall’ ansia di dover portare avanti a tutti i costi uno spettacolo che smuove enormi quantità di denaro. Esercitando altrettanto enormi pressioni su chi dovrebbe dettare le regole, occupandosi nello stesso tempo di farle rispettare al di sopra di tutto e tutti.

Ed in questo non aiuta neanche il comportamento dei piloti, che abbiamo visto per ben quattro ore  sonnecchiare all’ interno dei propri box o giocherellare con i preparatori atletici. Ma mai confrontarsi tra loro sulle condizioni della pista o sulle iniziative che qualcuno dall’ esterno stava intraprendendo per la loro sicurezza. Preoccupazioni che non assillano neanche i loro team-principal, ben arroccati nei loro castelli e sulle proprie posizioni di classifica. Salvo assolvere al compito di lamentarsi, a cose fatte. Di fronte alle decisioni che la direzione di gara in un senso o nell’ altro ha voluto esprimere.

Di questa gara resta il mesto trenino che ha affrontato i tre giri (di cui 2 validi per la classifica) previsti dietro alla safety Car, sotto la pioggia battente, percorrendo la pista a passo ridotto.

Con un podio che come beffa finale, l’ organizzazione ha voluto mettere in mostra quasi fosse stata una vera corsa. Una caduta di stile che di certo non ha aiutato la conclusione di una giornata di motorsport che non avremmo mai voluto vedere.  E che forse in realtà effettivamente, non abbiamo visto…

, , , ,
Post Simili
Latest Posts from Full Gas

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.