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Rocambolesco finale, in una gara densa di colpi di scena, al Gran Premio di Azerbaijan. A cinque giri dalla fine il capoclassifica Max Verstappen subisce l’esplosione del pneumatico posteriore sinistro; perdendo la testa della gara, che passa nelle mani di Perez. Alla ripartenza l’errore di Hamilton, 15° al termine, consegna definitivamente la vittoria al messicano, con Vettel in 2^ posizione e Gasly al 3° posto. P4 per Leclerc.

Una sequenza di colpi di scena decisamente imprevedibili, caratterizza il finale del GP dell’ Azerbaijan, e la vittoria di Sergio Perez. In una gara già di per se particolarmente interessante sin dai primi giri.

Checo Perez approfitta infatti prima del cedimento della gomma posteriore sinistra di Max Verstappen che ne causa il crash sul rettilineo di partenza a 5 giri dalla fine.

Max Verstappen esce incolume dall’ incidente subìto ad oltre 310 kmh, per il cedimento dello pneumatico posteriore sinistro

E poi dell’ errore di Lewis Hamilton che dopo la ripartenza per l’incidente di Verstappen strappa il primo posto al messicano; ma sbaglia completamente l’approccio alla curva 1, (forse per l’errata manovra di una regolazione dei freni). E tagliando la pista esce larghissimo nella via di fuga. L’inglese finirà 15° al termine con un pesante zero in classifica.

Il pilota messicano però, nonostante la fortunata serie di coincidenze che lo ha condotto alla vittoria, ha conquistato con costanza e una buona velocità la corsa di Baku. Restando per quasi tutta la gara alle spalle del compagno di squadra e mettendoci molto “del suo” nella vittoria di oggi.

La defaillance della gomma posteriore sinistra del compagno di squadra e l’errore di Hamilton infatti, non cancellano i suoi meriti soprattutto in gara. In un weekend nel quale le vetture motorizzate Honda portano comunque a casa, grazie a lui, 25 punti preziosi per il mondiale costruttori. Mentre Perez si attesta al terzo posto della classifica piloti.

Al secondo posto un ritrovato Sebastian Vettel, eccellente nell’ utilizzo delle gomme durante tutta la gara e sempre all’ attacco. A Baku consegna all’ Aston Martin un meritatissimo podio, che evidenzia i miglioramenti della vettura inglese, dopo il disastroso inizio di stagione. Miglioramenti che delineano, almeno in questo GP, livelli di competitività simili a quelli della progenitrice Racing Point. Confermati anche dalle ottime prestazioni del suo compagno di squadra, Lance Stroll. Sfortunatamente escluso (anche lui da un cedimento dello pneumatico a circa 310 kmh…) dalla classifica finale.

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La festa per il 2° posto di Vettel

Terzo posto per Pierre Gasly che conferma ancora una volta (se mai ce ne fosse bisogno…) qualità di guida e maturità decisamente all’ altezza dei migliori.

Il francese infatti conduce in maniera ottima la sorpresa Alpha Tauri alla conquista del gradino più basso del podio, dopo un weekend che lo ha visto partire in P4.

Finendo, tra l’altro, ancora una volta davanti al compagno di squadra Yuki Tsunoda (P7 al termine); peraltro abbastanza convincente in gara, ma soprattutto in prova qui a Baku.  

Il ferrarista Charles Leclerc, poleman di giornata, non va oltre il 4° posto. Certamente un buon risultato ma decisamente non all’ altezza della pole conquistata il sabato. Con una Ferrari molto buona nel giro secco ma ancora carente nel passo gara e in velocità, almeno nei rettilinei lunghi come quelli di Baku. Una caratteristica che la pone attualmente un palmo al di sopra della McLaren, diretta avversaria in classifica, come terza forza in campo. Ma che richiede ancora un po’ di lavoro per consolidare definitivamente quella posizione.

Meno buona la prestazione del suo team-mate Carlos Sainz, in difficoltà specialmente nelle fasi centrali della gara azera. Alle prese non tanto con la carenza di velocità, quanto con un assetto che non ottimizza l’uso corretto delle gomme. Chiuderà ottavo al termine, leggermente sottotono rispetto alla prestazione di Monaco.

P5 per Lando Norris, penalizzato in partenza e anche lui alle prese con problemi di setup e gomme fredde. Che non gli impediscono comunque di terminare davanti al compagno di squadra Daniel Ricciardo (P9), ancora non in linea con la sua McLaren.

P6 per un Fernando Alonso, decisamente migliorato rispetto a quanto visto nei precedenti appuntamenti  e comunque in grado di far fruttare al meglio le modeste prestazioni di una Alpine decisamente al di sotto della media.

Resta comunque aperto il discorso sulle gomme Pirelli, che con i cedimenti manifestati nella gara di oggi ancora tutti da chiarire, dovranno portare ad un’ attenta valutazione delle coperture nelle prossime gare.

In attesa di vedere di nuovo le monoposto sfrecciare in Francia tra due settimane. Dove il “gioco delle ali flessibili”, sottoposte a nuovi e più accurati esami da parte della FIA, potrebbe non essere più l’argomento di scontro tra i contendenti dell’iride.

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