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Tornano le prove libere del venerdì, ma rimaniamo sempre in città!
La capitale dell’Azerbaijan apre le porte al circus. Andiamo a vedere cosa è successo durante le prove.

PL1

Mentre le vetture prendono le misure della pista, segnando i primi tempi e facendo le prime valutazioni di squadra, la vera protagonista di questa prima sessione è L’ALA.
L’ala posteriore della Red Bull e le sue vicissitudini riempiono l’intera ora di prove in cui niente di che avviene.
Anche la Federazione e i commissari pare che abbiano un unico focus stamattina: capire cosa stia accadendo.
E’ tra griglie e adesivi fluorescenti che le macchine sfrecciano, ma oggi in veste di cavie.
Sono infatti tutti sotto osservazione, in particolare le ali posteriori sono nel mirino.

Ma tornando alla pista, assistiamo a delle libere particolarmente pulite e lineari.
Fanno eccezione una prima, veloce, virtual Safety Car, chiamata per ripulire la pista da detriti esterni e la bandiera gialla causata da Tsunoda, il primo a sfiorare le barriere ed inchiodarsi in una via di fuga per qualche minuto buono.

Anche la McLaren fa parlare di sè, sulla carta favorita insieme ai top team grazie al motore pazzesco che si ritrova, che sui lunghi rettilinei di Baku non può che aiutare.
Ricciardo ha tutto da dimostrare, ma pare che dopo Monaco sia tornato a Woking per resettare e partire da zero.
E al ventesimo minuto di prove è primo tempo dell’australiano, speriamo in un bentornato.

Proprio a 20 minuti dalla fine sembrano accendersi queste libere, tutti iniziano a cercare la prestazione e di conseguenza arriva l’errore, indotto da una pista “pazza”.
Norris arriva troppo aggressivo prima del lungo rettilineo, perdendo la macchina, ma a differenza di Tsunoda si rimette immediatamente in carreggiata.
Tre secondi, brevi ma intensi, di stupore per Hamilton che si gira. Nello stesso punto, dopo poco, viene emulato da Pierre Gasly.
All’improvviso le prime due posizioni si tingono di rosso, Leclerc e Sainz sembrano voler smentire i timori di noi tutti, su una Ferrari meno competitiva.

Le prove libere di venerdì mattina si chiudono con il primo tempo di Max Verstappen, che fa capolino all’ultimo mettendosi a soli 40 millesimi circa da Leclerc.
Ma mai come oggi è interessante, dato il minimo distacco, non guardare tanto il miglior tempo ma come siano distribuiti i crono dei vari settori. Appartengono tutti a piloti diversi: Verstappen, Leclerc, Ricciardo.
Con questo dato vi salutiamo, a stasera con la seconda sessione di libere!

PL2

Poco fa si è conclusa anche la sessione di Prove Libere 2.
Analizziamo gli episodi più significativi e successivamente tiriamo le somma di questo primo giorno in pista.

L’ora di prove si apre con una bandiera rossa: il crono va avanti ma le macchine sono costrette a tornare in pit lane.
A provocare lo stop è Nicholas Latifi, Williams, che parcheggia la vettura sul ciglio della strada dato un blocco improvviso.

La sessione riprende ed immediatamente le due Ferrari segnano i tempi migliori, primo Sainz, Leclerc secondo.
Neanche il tempo di gioire che la rossa numero 16 impatta contro la barriera che, data la sua costituzione, assorbe l’urto e contiene perfettamente qualsiasi tipo di rischio.
Leclerc torna ai box per un controllo veloce e il cambio di muso, poi di nuovo in pista.

Ma il top della classifica del venerdì purtroppo non resterà rosso, ma nel giro di poco si tingerà completamente di blu.
Quale dei tanti blu della griglia? Certamente quello Red Bull, ma all’apice non c’è Max, bensì un Perez in ottima forma.

Ma passiamo ad una serie di valutazioni:
la Ferrari dà speranza, terzo e quarto tempo dei due rossi, buon passo gara di Sainz durante il long run.
Eppure il Predestinato sembra iniziare a soffrire il confronto. Ormai abituato, anche nell’errore, a risultare sempre il salvatore della scuderia, la pacchia è finita.
Buon per i tifosi, ma Charles, tirati su!

A questo punto, è d’obbligo placare le speranze e ricordare che c’è anche la Mercedes. E dove?
In effetti è vero, solo all’11 e 16 posto troviamo Hamilton e Bottas.
Impossibile non domandarsi cosa stia succedendo, ma anche se tutto questo durerà fino a domani.
Io non credo, ma Bottas ha rivelato essere stato un pomeriggio molto complesso, in particolare hanno sofferto di scarsissima aderenza.
Molto più provato, quantomeno dai team radio, pare Lewis. Ma certo, non sono più ammessi errori.
Eppure ha segnato un buon passo gara.
Aspettiamoci sorprese, in ogni caso.

E proprio parlando di sorprese, concludiamo con Sergio Perez, l’uomo Red Bull che ha segnato il miglior tempo del pomeriggio.
Ottima giornata per lui, oltre che sul tempo anche con un passo gara solido e del tutto ottimistico, tutto frutto di un riuscito compromesso nel settaggio.
Appena alle sue spalle Max.
Va detto che sembra che la scuderia abbia già provveduto a ridimensionare l’ingente vantaggio che avrebbero ricavato dalla pressione sull’ala posteriore, ma forse il gioco non è finito. Va detto che tanto la Red Bull che l’accusatore, la Mercedes, presentano un funzionamento dell’ala anteriore piuttosto anomalo, in particolare con le alte velocità tende ad appiattirsi incredibilmente, quanto meno rispetto agli altri team.
Come finirà?

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Marisa Russo

Classe 1997,
studentessa di Giurisprudenza all'Università Federico II di Napoli.
La Formula 1 ed il motorsport non sono una passione, ma un retaggio culturale.

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