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La Pista di Portimao, Portogallo, si conferma la vera protagonista di questo fine settimana.
I suggestivi sali scendi caratteristici delle colline dell’Algarve hanno reso i 66 giri di questo Gran Premio meno prevedibili.

Proprio così, perché nonostante i primi momenti di assestamento successivi allo spegnimento dei semafori, la gara si è conclusa nel più tradizionale dei modi, ma almeno questa volta il viaggio verso il traguardo è stato un po’ meno scontato.

Il Gran Premio del Portogallo, nella sua meravigliosa cornice, si è articolato in tre momenti ben precisi: un inizio piuttosto scoppiettante, la noia totale e un simpatico siparietto finale ai box Red Bull e Mercedes per ottenere il giro veloce.

Allo spegnersi dei semafori Bottas sorprende tenendosi stretta la posizione. Chi di noi avrebbe scommesso su di lui? Io, no.
Ottimo spunto di Sainz, che sfrutta le rosse per sfrecciare e seguire la testa del gruppo. Peccato che la festa durerà poco.
Ocon e Norris si danno battaglia e contribuiscono a rallegrare i primi giri di gara.
Ma improvvisamente si vedono detriti ed è subito safety car.
Kimi, scioccato dalla potenza della scia presa dal compagno di squadra, lo tampona perdendo qualche pezzo.
Ripulita attentamente la pista si riparte dietro la safety, ma Sainz dorme e perde quanto guadagnato pochi giri prima. È l’inizio della fine per Carlos che chiuderà fuori dalla zona punti.
Al ventesimo giro assistiamo al picco di spettacolo di un inizio abbastanza interessante.
Hamilton raggiunge Bottas e con un sorpasso da applausi si riprende ciò che è suo, la guida del Gran Premio.

Si apre così la seconda letargica fase, degna di una qualunque domenica pomeriggio.
Il momento più alto è certamente quando, improvvisamente, si apre la radio di Valtteri Bottas.
È Toto Wolff che esorta il suo pilota a darsi una svegliata. E noi con lui.
Mentre il trittico HAM VER BOT continua a fare ciò che fa sempre, neanche nella terra di mezzo assistiamo a particolari manovre degne di nota, se non scelte di gomme e strategie di cui diremo a breve.

La terza e ultima fase vede un po’ di azione principalmente nei box Red Bull e Mercedes per sfilarsi vicendevolmente il giro veloce, inizialmente ottenuto da Perez. A pochi giri dalla fine infatti assistiamo a due pit stop, prima per Bottas e subito dopo per Max. Il rischio è alto, ma ogni singolo punto diventa fondamentale in questa situazione.
Tutto fila liscio, perfetto. Ahimè, nemmeno una scossa finale di adrenalina.
Lewis Hamilton taglia, giustamente, il traguardo e trionfa tra i rollercoaster di Portimao.

Questa gara non ci lascia particolari brividi o ricordi da conservare, ma certamente alcune considerazioni da fare ci sono.
La Ferrari non brilla sotto nessun punto di vista, soffre la pista, non ha spunti in termini di sorpasso, non centra la strategia per Carlos Sainz, lasciandolo faticare con le gialle per più di mezza gara.
Norris si conferma migliore tra gli altri, piazzandosi quinto alle spalle del tradizionale trio e di Sergio Perez.

Anche l’esperienza portoghese di Perez merita un focus.
Le porte dei box sono rimaste chiuse per lui fino al sessantunesimo giro.
Incredibile lui, incredibile come ancora la Red Bull non abbia problemi a sacrificare chiunque sull’altare di Max Verstappen.
Nonostante tutto Perez rimane incollato al compagno di squadra, finisce infatti quarto e merita di essere proclamato Driver of the Day.

Termina così un altro week end, letteralmente tra alti e bassi.
Che l’idea della sprint race inizi a non essere poi così cattiva? Almeno avremo qualcosa in più da raccontare…

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Marisa Russo

Classe 1997,
studentessa di Giurisprudenza all'Università Federico II di Napoli.
La Formula 1 ed il motorsport non sono una passione, ma un retaggio culturale.

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