Stefano Domenicali
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La F1 torna ad Imola per il secondo anno consecutivo, ma quale potrà essere il futuro nel Mondiale del circuito del Santerno? Durante un’intervista al settimanale romagnolo “Sabato Sera”, il CEO di F1 Stefano Domenicali, delinea la posizione dell’organizzazione nei confronti di questa possibilità. Senza escludere nulla…

Anche quest’anno il Circuito Enzo e Dino Ferrari di Imola offrirà certamente, agli appassionati di Formula 1, uno degli spettacoli più avvincenti dell’intero campionato. E a dirlo non sono solo i tifosi italiani, ma anche la quasi totalità degli addetti ai lavori. In particolare tra essi i piloti di F1, che ne hanno tessuto le lodi dopo aver girato lo scorso anno ad Imola per il Gran Premio dell’ Emilia Romagna.

Un’ attestazione che sicuramente ha contribuito alla realizzazione dell’ evento che in questi giorni anima di nuovo l’autodromo; Il Gran Premio del Made in Italy e dell’ Emilia Romagna.

Una veduta aerea del Circuito di Imola

Ma quale potrà essere il futuro di questa manifestazione sportiva alla luce delle nuove esigenze di una Formula 1 alle prese con un motorsport in continuo cambiamento ?

Il settimanale Romagnolo “Sabato Sera” lo ha chiesto, in un’ intervista esclusiva, a Stefano Domenicali. “Deus ex machina” di F1, società che gestisce l’organizzazione generale della classe regina dell’ automobilismo.

Imolese, 56 anni, Domenicali è dal 25 settembre del 2020 il CEO di F1. E proprio per questo è forse la persona più adatta a descrivere l’immenso entusiasmo che l’inserimento del GP ad Imola, lo scorso anno, può aver scatenato in tutti gli italiani.

“Si è stato molto bello dal punto di vista sportivo. Ma sono convinto che quello di domenica sarà ancora più emozionante. Il grande rammarico è quello di non poterlo condividere con le 100 mila persone che sarebbero venute. Per far capire, a chi non conosce Imola, la passione che si respirano nei nostri luoghi del cuore. Purtroppo ciò che stiamo vivendo ha una dimensione troppo grande per pensare ai rimpianti”.

Si parla anche delle parole di elogio al circuito provenienti dai piloti ed in particolare da quelli che su questa pista non avevamo mai gareggiato (che per la verità sono in maggioranza).

“Certo, perché è stato il ritorno in una pista che ha fatto la storia. Il tracciato è piaciuto perché è difficile, nonostante sia arduo fare sorpassi”.

Ma la questione fondamentale rimane se Imola potrà avere un suo posto nel calendario del Campionato Mondiale di F1 dei prossimi anni…

“Sarebbe bello per me dire una cosa diversa, ma sarebbe anche sbagliato fare delle promesse” ha affermato Domenicali. “L’anno scorso c’è stato, quest’anno pure. In futuro non lo sappiamo, non ne abbiamo ancora parlato, si dovranno valutare tante cose. Se ci saranno gli elementi per considerare Imola come un’opportunità stabile, ci mancherebbe altro. Però occorre essere anche realisti e capire che abbiamo tante richieste, perché sta emergendo una voglia enorme di Formula 1 in tutto il mondo”.

E l’interesse economico in questi casi domina il panorama delle scelte, in particolare in uno sport in cui il denaro riveste un’importanza incredibilmente importante. Ma la permanenza di Imola nel calendario sarebbe condizionata anche dalla presenza di un doppio GP in Italia oltre che dal fattore economico…

“Tutto l’insieme. Dovremo capire quanti Gran Premi metteremo in calendario, le aree di sviluppo, quante gare potrà avere l’Europa. All’interno di tutto questo bilanciamento si andrà a valutare, considerando quanti soldi un organizzatore dovrà mettere per essere competitivo».

Sulla possibile soluzione di un’alternanza tra Monza ed Imola, nel caso di un solo Gran Premio italiano, Domenicali lascia comunque intendere che è una possibilità che potrebbe essere presa in considerazione.

“Se ne era parlato in passato, ma ultimamente l’argomento non è più stato affrontato. Monza ha la sua storia e la volontà di continuare a farne parte. Però mai dire mai, anche questo argomento farà parte delle valutazioni cui accennavo prima”.

la partenza del Gp dell’ Emilia Romagna, disputato ad Imola nel 2020

Per Domenicali, entrato nel suo ruolo solo da qualche mese, è insomma prematuro parlare del futuro di Imola e della F1. Prima di aver definito con esattezza la strategia con cui il “Circus” dovrà affrontare i cambiamenti dell’intero sistema motorsport. Un meccanismo complicato, legato ad una miriade di fattori che direttamente o indirettamente ne influenzano il funzionamento.

Molte saranno infatti le sfide da affrontare per riportare spettatori ed interesse ai livelli degli anni ’80 e ’90 in cui un Gran Premio di F1 rappresentava un evento irrinunciabile per gli appassionati.

Ed in questo, almeno a parere di chi scrive, il ritorno definitivo a circuiti old-style come quello di Imola potrebbe dare un contributo importantissimo. Anche nell’ ottica dell’ affermazione di una filosofia di cui lo stesso Domenicali si è fatto promotore: quella del pilota al centro dell’ azione.

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