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Raccontare la storia, di Alain Prost significa anche rappresentare uno dei momenti più importanti della F1 moderna. Il periodo che va dagli anni ’80 agli anni ’90. Uno dei cicli che hanno visto sfilare in pista una enorme quantità di campioni che hanno saputo esaltare lo sport automobilistico, portandolo ai massimi livelli.

Quando André Prost e Marie-Rose Karatchian abbracciarono per la prima volta il loro figlio più piccolo, forse non avrebbero mai immaginato, che quel neonato avrebbe regalato alla Francia sportiva così tante soddisfazioni.

Quel piccolo capolavoro è Alain Marie Pascal Prost, nato il 24 febbraio 1955 a Lorette, un paesino di circa 500 abitanti nella Regione francese dell’Alvernia-Rodano-Alpi.

I Prost vivono a Saint Chamond, una cittadina del dipartimento della Loira. Andrè, suo padre, è un uomo tranquillo appassionato del suo lavoro di artigiano del legno e piccolo commerciante di mobili. Che conduce insieme a sua moglie Marie-Rose, francese ma di origini armene.

Alain Prost all’ età di 7 anni

Ha avviato infatti un piccolo laboratorio per la produzione di elementi per sedie e tavoli da cucina che impiega fino a 25 persone e che gli permetterà di condurre la vita tranquilla della media borghesia francese di quegli anni. I genitori del piccolo Alain e di suo fratello Daniel, di tre anni più grande, possono lavorare senza trascurarli, abitando proprio lì a fianco.  

Alain e Daniel sono molto legati e spesso complici di qualche ragazzata, un comportamento perfettamente normale per due ragazzini che crescono insieme. Daniel tappezza le pareti della sua stanza con immagini di auto da corsa, che ricava dalle riviste sportive. Mentre Alain preferisce le motociclette, ma soprattutto il calcio.

Il giovane Prost frequenta la scuola Sainte-Marie di St. Chamond ed è uno studente medio. Studia volentieri la lingua francese ed il teatro, spinto dall’ insegnante di quella materia a vincere la timidezza interpretando piccoli ruoli nelle recite scolastiche.  Ma la sua vera passione rimane lo sport. Vuole diventare istruttore sportivo e giocare a calcio è il suo più grande traguardo. Proprio per questo nel 1963, all’ età di otto anni, si iscrive in una squadra locale, il “Club Olympique”; dove ben presto si afferma come ala destra.

È nel maggio 1970, all’ età di 15 anni, che Alain ha il suo primo contatto con la Formula 1. Quando suo padre André, propone ai figli di assistere al Gran Premio di Monaco, dopo aver acquistato i biglietti della tribuna accanto alla chicane.

È uno spettacolo entusiasmante per i due ragazzi, che li conquista. Ma che, nonostante tutto, non accende ancora la passione per la velocità in pista nel giovane Alain. Certo, gli è piaciuto molto vedere Jochen Rindt, Jackie Stewart e gli altri campioni sfidarsi su quel circuito, in quella gara spettacolare. Ma ama molto di più i campi di calcio e la palestra e non vuole abbandonare quegli sport che lo appassionano.

Il destino di Alain però continua a rincorrerlo e non molto tempo dopo, durante un esercizio alla trave, cade subendo una frattura. Per quell’ infortunio sarà costretto ad ingessare il braccio ed a rimanere fermo. In un periodo di immobilità che non gli permette di fare quello che gli piace di più: essere fisicamente attivo.

Ed esserlo con un braccio ingessato per Alain si rivela molto difficile. Specialmente d’estate quando la famiglia Prost trascorre le vacanze a Cannes in Costa Azzurra. Suo fratello Daniel lo conosce e per distrarlo, lo accompagna in un parco di divertimenti dove sicuramente potranno trovare qualcosa da fare. C’è una grande discoteca, trampolini, un parco acquatico e, ultimo ma non meno importante, una piccola pista di kart.

È l’unica forma di sport che Alain può fare e proprio per questo decide di scendere in pista; anche se non ha ancora 16 anni e non può noleggiare un kart e guidarlo. Ma non vede l’ora di mettersi al volante e con l’aiuto di suo fratello ottiene il foglio “ufficiale” che lo autorizza a guidare. Il proprietario della pista lo osserva divertito, mentre con molte difficoltà si cala nel piccolo sedile, provando a sterzare con una sola mano. E propone al ragazzo di disputare per gioco una piccola gara.

Per la prima volta nella sua vita, Alain Prost è seduto su un kart. Prova lo sterzo ed è contento nel constatare che gli è possibile muoverlo con una mano. Il kart è stato usato per molte ore, il motore perde olio ed emette un preoccupante fumo bluastro e nemmeno lo sterzo funziona molto bene. Inoltre non è velocissimo, ma è comunque divertente da guidare.

Alain si impegna molto per superare gli altri e riuscire ad andare sempre più veloce. E alla fine, vince quella piccola gara: è l’inizio del suo amore per la pista. Pochi giorni dopo, ha voglia di guidare ancora. Torna, questa volta da solo, e dopo qualche altro giro sa per certo che quello è il suo futuro.

Il passo è breve, torna dai suoi genitori e dice loro che vuole avere un suo kart. Un’ idea che i suoi gli impongono di dimenticare immediatamente senza discussioni. La sua è una richiesta che ritengono assurda e che di certo non potranno economicamente sostenere.

Ma Alain non può più smettere di correre e cerca un club di kart intorno a Saint-Chamond non appena torna dalle vacanze. Individuandone uno a Rive-de-Gier, a pochi chilometri da casa sua. Alla fine dell’estate del 1970, senza alcuna esitazione pur non avendo kart, vi si iscrive come socio.  Promettendo però solennemente ai suoi genitori che avrebbe continuato gli studi con profitto, unica condizione necessaria per poter intraprendere quell’ attività.

In quello stesso autunno contatta Patrice e Jacky Richard, due fratelli che hanno un kart da vendere. Dicono ad Alain, che glielo venderanno per 700 franchi. Ma lui non ne ha nemmeno cento e i suoi genitori di certo non gli daranno soldi da spendere in quell’ impresa.

Decide comunque di acquistarlo e per pagarlo, aiuterà suo padre al laboratorio ogni sera dopo essere tornato a casa da scuola. Grazie al suo lavoro dopo 1 anno e mezzo, ha finalmente i 700 franchi di cui ha bisogno per acquistare quel vecchio kart, equipaggiato con quattro pneumatici usurati. Quel mezzo è stato pagato troppo per le condizioni in cui si trova, ma a lui non interessa. Vuole solo scendere in pista e guidare senza pensare ad altro, per essere il più veloce in quello sport che ormai lo ha totalmente assorbito.

Alain Prost sul suo kart nelle sue prime gare nel 1971

I primi test sono abbastanza deludenti. Non è una grande sorpresa, perché il materiale di cui dispone è usurato e Alain spende più tempo per riparare il kart che per guidarlo. Ma è caparbio ed impara molto sulla meccanica. Acquisendo un bagaglio di conoscenza che gli sarà utile nel tempo. Vuole arrivare a gareggiare e quindi, ben presto si iscrive a una gara regionale che si terrà ad Hauteville.

In quell’ occasione uno dei fratelli Richard non è presente, e lui ha la possibilità di utilizzare uno dei loro kart, molto più potente del suo. Ha diverse collisioni durante le prove ma fortunatamente il kart non si danneggia. Il giorno della competizione, solo tre piloti sono al via nella categoria “junior”. Alain ne approfitta vincendo la prima gara, rendendosi conto che in futuro avrà bisogno di un kart migliore per vincere.

Così alla fine del 1972, Alain vende il suo vecchio kart Mercadier-McCulloch, per acquistare quello dei sogni con un telaio francese Vacquand e un motore Parilla italiano. È il telaio più utilizzato in quel momento e, cosa molto importante, il motore è quello con il quale dovrebbe essere in grado di vincere il campionato.

Guy Pelletier, presidente del kartodromo di Rive-de-Gier, lo sta supportando da qualche tempo e Alain decide di prendere parte alla stagione ora che ha il nuovo kart. Il giovane francese tralascia persino gli studi per diventare istruttore sportivo ed ancora una volta, aiuta suo padre per guadagnare un po’ di soldi; lavorando anche come meccanico su alcuni motori per dei clienti della kartodromo.

Molto presto, tutti si rendono conto che è pronto per il trofeo nazionale. Ed è così che partecipa ad una gara del Campionato Francese Senior Karting sulla famosa pista di Thiverval. Alain ha solo il materiale minimo, ma ha buone speranze ed i suoi genitori sono ormai rassegnati alla passione dilagante del ragazzo. Lo accompagnano a quella gara, cui prendono parte solo i migliori kartisti francesi.

Il padre di Alain assiste mentre sua madre guarda la gara e lo sostiene; sperando che il figlio raggiunga dei buoni risultati e – principalmente – che non si faccia male. E Alain fa una grande gara, chiudendo al secondo posto alle spalle di un pilota molto più esperto di lui, Jean-Louis Bousquet. È contento di quel piazzamento ed avendo acquistato fiducia in se stesso, si iscrive alla finale del Campionato Europeo Junior Karting che si tiene ad Oldenzaal, nel nord dell’Olanda, per il 1973.

Non è molto preparato per quella gara, della “Junior World Cup”. Ma decide di farla ugualmente considerando il vantaggio di essere uno dei piloti più anziani. In pista ci sono combattimenti turbolenti e collisioni ma riesce a cavarsela senza problemi e vince tutte e cinque le manche, comprese le due finali. È il nuovo Campione Europeo Junior Karting nel 1973 e sul podio, Alain sorride felice.

Un vincente Alain Prost al traguardo del Senior Karting World Championship nel 1973

Dopo questo grande successo, infatti, i francesi hanno deciso di portarlo nella loro squadra Senior. Parteciperà al Senior Karting World Championship, che si svolge sulla pista di Nivelles, vicino a Brussels in Belgio. Arriverà 14° in quella gara ma sarà lì che, accompagnato da suo padre, incontrerà Michel Fabre, importante membro della Nazionale Francese di Karting.

Fabre possiede un piccolo negozio, vicino Parigi, che importa materiale karting italiano. E su richiesta del padre di Alain fa provare al ragazzo alcuni dei suoi kart organizzando un piccolo “test privato”.

L’imprenditore è molto colpito dallo stile di guida del ragazzo che, anche con kart non totalmente settati, guida su tempi eccellenti. Ma ciò che lo impressiona ancora di più è che dopo solo pochi giri, Alain è in grado di fornire informazioni dettagliate sul kart e sul motore più di chiunque altro abbia mai visto.

Quel ragazzo è un collaudatore nato. Fabre decide che gli affiderà, oltre ad un suo kart ufficiale, anche la messa a punto di quelli dei suoi clienti. Lo supporterà nelle grandi gare oltre ad offrirgli, all’ età di 18 anni, la distribuzione ufficiale del materiale per il karting, per la regione in cui vive.

Oltre a questo presenta Alain a Jannick Auxemery, un pilota che da qualche anno ha smesso di correre. L’ex pilota diventa il suo manager oltre ad essere un ottimo insegnante in pista.

Il sodalizio professionale con Michel Fabre, determinante nella carriera di Prost continuerà per altri due anni fino al 1975; anno in cui il ventenne Alain Prost, vince il campionato senior francese di kart.

Con la borsa di studio della Federazione Karting, Alain decide di prendere lezioni in una scuola di guida sportiva che svolge i propri corsi sul circuito del Paul Ricard. È la scuola Elf, dove al termine delle lezioni viene organizzata una gara per la scelta dei migliori allievi. E il migliore di loro vince un posto in Formula Renault per l’anno successivo.

In questa scuola tutti i piloti hanno la stessa idea, vincere la finale, arrivare alla Formula 3. Per poi vincere le gare di quel campionato ed essere selezionati per la Formula 1.  Ed anche il giovane Alain non vuole perdere questa occasione.

Quando sale per la prima volta su una monoposto, è molto sorpreso. È molto diversa da una kart, il motore è molto più potente e va guidata con grande tecnica. All’inizio non sa quasi nulla di questo tipo di auto. Ma fa molto rapidamente degli enormi progressi, diventando uno dei primi del suo corso, specialmente sul bagnato. Vincerà infatti quella gara finale ed il trofeo “Elf Driver 1975” conquistando un volante in Formula Renault per la stagione 1976.

Alain Prost in Formula Renault a Le Mans nel 1976

È l’entrata principale nel mondo delle monoposto grazie alla quale, dopo aver disputato il campionato di Formula Renault, ne diventa campione al primo tentativo; imponendosi in tutte le gare della stagione tranne una. La lunga serie di successi continuerà anche nel 1977, quando Prost vince sei delle sedici gare del campionato ed il titolo di quell’ anno.  

Ciò gli permetterà di progredire ulteriormente e di arrivare, a ventidue anni, in Formula 3, all’inizio del 1978. Quando la Renault vuole provare un nuovo motore per queste competizioni. La casa francese quell’ anno assume il giovane pilota come collaudatore per migliorare le prestazioni di quel motore e della vettura che lo monterà. È un programma tecnicamente difficile, ma Prost accetta per due motivi; ha bisogno dei soldi di questo contratto ed è una buona opportunità per migliorare le sue conoscenze di meccanica.

Capisce subito che il nuovo motore Renault non è molto buono e che quello giapponese della Toyota, che alimenta altre auto, è superiore.  All’inizio della stagione infatti i risultati sono piuttosto negativi, ma i progressi arrivano pochi mesi dopo. Gara dopo gara, la Martini-Renault MK 21 B del giovane pilota francese migliora sempre di più. Tanto che a Silverstone, in Inghilterra, ottiene un ottimo terzo posto.

La strada per Alain sembra ormai in discesa quando nel 1979 vince il Gp di Montecarlo di F3. La vetrina dei giovani piloti emergenti verso la F1, oltre al campionato francese e quello europeo di F3. Ormai è fatta il suo nome inizia a circolare nei box di diversi team di Formula 1 e tra essi sembra interessarsi a lui, in particolare la McLaren di Teddy Mayer.

Alain Prost al Gran Premio di Montecarlo di F3 nel 1979

Dopo i suoi risultati nell’ Europeo di Formula 3 e la vittoria di Monaco, Mayer infatti è pronto a fargli guidare una monoposto di F1 nel Gran Premio degli Stati Uniti. Dove oltre alle due McLaren guidate da Tambay e Watson, Alain potrebbe guidare la terza.

Ma, Prost rifiuta l’offerta del manager inglese; non vuole iniziare la sua carriera in Formula 1 con una macchina che non conosce. E proprio per questo si offre per effettuare delle prove private nell’ inverno tra le due stagioni. 

Il direttore della McLaren rimane molto colpito dalla decisione con cui il giovane francese ha risposto alla sua offerta. Ma capisce che Alain ha qualcosa in più rispetto a piloti suoi coetanei ed accetta. Intuisce che quel ragazzo potrà fare molto e nel mese di novembre del 1979 gli affida una M29, lasciandolo girare sul circuito del Paul Ricard.

Non sbaglia: quello che succede sul circuito di Marsiglia è straordinario, ad ogni giro il francese aumenta la velocità. Tra un giro e l’altro si ferma addirittura ai box. Scende e dà consigli ai meccanici per la preparazione della vettura, muovendosi con sicurezza, come un vero professionista.

Prost durante i test con la McLaren nel 1979.

E alla fine lo sorprende girando meglio del pilota ufficiale della McLaren, John Watson e del suo antagonista in quella sessione Kevin Cogan; un pilota americano in lizza con lui per il secondo sedile della McLaren. Pochi giorni dopo Alain è a Londra per firmare il suo primo contratto di un anno con il team. Sarà lui il compagno di squadra di Watson per la stagione 1980.

Quell’ anno la McLaren M29 non è la migliore vettura del lotto. Ma lui riesce comunque a mettersi in mostra già dalla prima gara in Argentina. Dove dopo un durissimo Gran Premio è sesto al traguardo su nove concorrenti rimasti. Due settimane dopo però, a causa di una uscita di pista provocata da un guasto allo sterzo della sua M29, si frattura un polso. Quell’ incidente lo spaventa e in lui inizia ad incrinarsi la fiducia nel team.

Una spaccatura che diverrà insanabile quando durante le prove del Gran Premio degli Stati Uniti un nuovo incidente lo proietta contro le barriere a quasi 200 Km/h.  Ne esce illeso ma spiegherà che “Senza fiducia nel reparto tecnico, di una squadra, non si può più guidare”. E lascerà la McLaren nonostante le insistenze di Mayer che vorrebbe trattenerlo.

Alain sa che per lui c’è una porta sempre aperta, quella della Renault che infatti lo accoglie a braccia aperte nel 1981. Da diverso tempo Gérard Larrousse, il direttore di Renault-Sport, sta avvicinando Alain e gli ha già offerto più volte l’opportunità di guidare una Renault. E finalmente è l’occasione giusta per convincere il talento francese a correre per la Regiè.

In Renault l’atmosfera è buona, forse è pagato qualcosa in meno, ma ha più possibilità di vincere un Gran Premio, grazie alla macchina e al motore turbo. L’altro pilota ufficiale della Renault nel 1981 è il suo connazionale, René Arnoux. Che nonostante sia abbastanza giovane ha già una notevole esperienza su quell’ auto.

Prost, come al solito fa un arrivo straordinario nella nuova squadra abituandosi alla Renault RE20B molto velocemente. E dopo pochi giorni fa registrare tempi sul giro eccellenti, addirittura migliori di quelli di Arnoux.

Alain Prost durante i test con la Renault nel 1981

Il primo Gran Premio del 1981, a marzo, è sul circuito di Long Beach, negli Stati Uniti e la Renault mostra tutti i suoi limiti; la stagione inizia male e Alain a causa di un guasto al motore si deve arrendere. Lo stesso scenario si ripete in Brasile, ma al successivo Gran Premio di Argentina, Alain ottiene un piccolo successo classificandosi terzo al traguardo. È il suo primo podio.

I risultati seguenti sono pessimi e, anche se a volte è Alain a commettere errori, c’è qualcos’altro: la macchina non è tecnicamente buona ed è per lui una grande delusione.  Una delusione che gli sforzi del francese stemperano al Gran Premio di Francia di Digione, una giornata storica nella sua vita, vissuta di fronte al suo pubblico. Il circuito infatti è ideale per i motori turbo e Prost dopo aver dominato sin dall’ inizio del weekend vince il suo primo Gran Premio. Su quel podio il ragazzo di Lorette si sente in cima al mondo e non può fare a meno di piangere di gioia.

La sua caparbietà ha pagato e per il resto della stagione continua ad avere un discreto successo. A due gare dal termine, infatti, è terzo nel mondiale piloti dietro a Nelson Piquet e Carlos Reutemann ed alla fine della stagione arriva quinto. Ora ha molta più fiducia in se stesso e sa che tutto può succedere. Decide infatti che rimarrà alla Renault anche per il 1982, capendo che quel team può ancora dargli molto e permettergli di arrivare in cima, essendo uno dei favoriti per il campionato.

Tutto sembra andare per il meglio quando si ritrova primo in classifica, vincendo con un’ ottima gara il Gran Premio del Sud Africa ed, a causa della squalifica di Piquet e Rosberg, quello del Brasile. Ma la sua RE30B non gli permette di mantenere quel vantaggio costringendolo in seguito a sette ritiri di fila, in un susseguirsi di guasti meccanici decisamente scoraggianti.

E come se non bastasse, discute spesso con Arnoux che in pista non lo vede come un compagno di squadra ma piuttosto come il primo dei suoi avversari da battere ad ogni costo. Quell’ anno chiude al quarto posto della classifica mondiale, deluso ma ben disposto alla stagione seguente in cui la Renault ha promesso miglioramenti ed in cui Arnoux lascerà la squadra per la Ferrari.

Il 1983 infatti, nonostante un inizio non del tutto positivo, lo vedrà raggiungere la vetta della classifica vincendo diversi gran premi e mantenendo la prima posizione fino alla penultima gara in Sud Africa.

A Kyalami fa molto caldo e Alain conoscendo i limiti della sua Renault RE40 non è tranquillo e inizia a temere il peggio. Ed il peggio accade: al trentacinquesimo giro, il turbo della sua Renault esplode in una fiammata e lascia ammutolito il suo motore.

Prost con la Renault RE40B a Long Beach nel 1983

Ancora una enorme delusione dopo il lavoro di messa a punto di un anno e le vittorie in pista conquistate. Alain non ne può più e decide che può bastare: lascerà la Renault.

All’inizio della stagione 1984, il pilota francese è senza volante, ma non sarà per molto. Ron Dennis, il nuovo manager della McLaren, infatti è molto interessato a lui. Dennis ha grandi progetti per la McLaren; il suo primo pilota è Niki Lauda, ​​due volte campione del mondo con la Ferrari e le vetture sono equipaggiate con il nuovo motore TAG-Porsche Turbo. In poco tempo la decisione è presa: rescinde il contratto di Watson, il secondo pilota, e assume Alain Prost.

Lauda e Alain si rispettano e vanno d’accordo e l’organizzazione è ottima così come le vetture e sin dall’inizio della stagione, tutti capiscono che le McLaren-TAG-Porsche saranno le migliori. E proprio per questo tutti si chiedono quale dei due piloti sarà il campione.

La prima parte del campionato è molto buona per il francese, che conquista tre vittorie e due podi, ma nella seconda parte della stagione è quello ad avere più problemi tecnici. E tutta la stagione si riduce all’ultimo Gran Premio all’ Estoril in Portogallo con Lauda che ha sessantasei punti e Alain sessantuno e mezzo.

Il francese si piazza secondo sulla griglia di partenza, ma sa che la sua vettura potrà permettergli di vincere, mentre Lauda è undicesimo dopo varie vicissitudini vissute in qualifica. La gara di Alain è un capolavoro, dopo nove giri tiene saldamente la testa della corsa e la manterrà sino alla fine. Ma dietro di lui all’ arrivo c’è quel pilota incredibile che è Niki Lauda. Il quale dopo una rimonta magnifica arriva secondo e vince il titolo con solo mezzo punto di differenza!

Alain dovrà attendere di nuovo il suo mondiale, ma ha imparato ad avere pazienza; sa che la McLaren è l’auto giusta per ottenerlo e che il 1985 potrà essere il suo anno. Ha imparato molto da Lauda: è diventato più astuto e riesce a capitalizzare meglio le proprie risorse. Accontentandosi dei piazzamenti quando il mezzo o le condizioni non gli permettono di ottenere la vittoria. È nato insomma il nuovo Prost: il “Professore”.

Dall’inizio della stagione, i risultati di Alain sono molto buoni. Vince in Brasile, Monaco, e negli altri Gran Premi è quasi sempre sul podio. La vettura di quell’ anno, la MP4/2,  non manifesta quella schiacciante superiorità vista l’anno precedente ma è comunque migliore delle avversarie. E quello che potrebbe essere il suo unico vero avversario, Niki Lauda, è molto indietro. Non ha più la stessa voglia di vincere: prima del Gran Premio d’Austria, ha annunciato ai giornalisti e al mondo che presto lascerà le corse automobilistiche. 

Alain però deve lottare con un altro pilota: Michele Alboreto; un italiano che, nonostante l’aspetto gentile ed i modi garbati, sulla sua Ferrari in pista gli dà molto filo da torcere. A metà stagione sono a pari merito, ma durante il resto del campionato la Rossa accuserà problemi di affidabilità alla sovralimentazione che impediranno ad Alboreto di tenere testa al pilota della McLaren.

E a due gare dalla fine della stagione, il primo titolo di Prost si avvicina. È il 6 ottobre 1985, quando si tiene il Gran Premio d’Europa, in Gran Bretagna. Alain nonostante una qualifica discreta con un terzo posto conquistato in griglia, parte male. Alboreto allo start lo supera ma Alain a poco a poco lo raggiunge superandolo a sua volta. Ma non basta: per essere sicuro di vincere il titolo deve segnare almeno tre punti. 

Riuscirà in questo e molto di più: il motore della Ferrari di Alboreto infatti lascia all’improvviso l’italiano in una nuvola di fumo, segnando il suo ritiro. Non farà punti e quindi non può più preoccupare Alain che incredulo nel suo abitacolo arriva quarto e conquista il titolo. La Francia ha finalmente il suo campione del mondo di Formula 1, il primo della sua storia.

Alain Prost festeggia il suo primo Campionato del Mondo nel 1985

Ripeterà quell’ impresa nel 1986, sempre con la McLaren, dopo un duello durato un anno con Mansell e Piquet. Che pur avendo vetture migliori della sua, si scontreranno in una lotta fratricida dopo la scelta della Williams di non favorire nessuno dei due. Il “Professore” sfrutta tutte le occasioni a sua disposizione primeggiando nei Gran Premi di San Marino, Monaco e Austria e raccogliendo preziosi piazzamenti altrove.

Sarà un titolo conquistato con un mezzo inferiore che metterà bene in luce i meriti in pista di Prost definitivamente confermato come uno dei piloti più forti dell’ intera storia della F1.

Il 1987 non gli offrirà le stesse occasioni di vittoria. La McLaren infatti dispone ancora del 6 cilindri Porsche, ma il motore tedesco non è più in grado di reggere il passo con il potente Honda in dotazione alla Williams. Alain ha al suo fianco un nuovo compagno di squadra, lo svedese Johansson, appiedato dalla Ferrari dopo un’annata difficile, dovuta in maggior misura ad una monoposto poco competitiva. Le Williams ancor più veloci dell’anno precedente appaiono imprendibili. E Prost si deve accontentare di qualche piazzamento in quelle rare occasioni in cui le vetture avversarie hanno problemi o i tracciati cittadini contribuiscono a livellare le prestazioni. Ottiene un solo successo, il ventottesimo, in Portogallo all’ Estoril battendo il record un altro grande della F1: Jackie Stewart.

Alla fine del 1987, visti gli ormai scarsi risultati del motore Porsche la McLaren decide che dovrà rivedere i suoi piani riguardo alle vetture del 1988, e firma un contratto con la giapponese Honda per la fornitura dei propulsori. Insieme alla Honda arriva in squadra anche il talento di Ayrton Senna che a soli ventotto anni è già un campione conclamato nell’ ambito velocistico della F1.

Prost non immagina che nei due anni successivi Senna sarà il più grande avversario che abbia mai incontrato, insidiando di continuo il suo primato all’ interno della McLaren. Il talento di Senna e la precisione del “professore” iniziano a collidere inesorabilmente per la vittoria già dall’ inizio del 1988. Un anno in cui i due grandi campioni si alternano sul gradino del podio consegnando alla quasi imbattibile McLaren Mp4/4 ben 15 vittorie su sedici gran premi in calendario. Un en plein mancato soltanto a causa di un’incomprensione tra Senna e il doppiato Schlesser a Monza, quando il brasiliano era ormai certo dell’ennesimo successo stagionale a pochi giri dal termine.

Senna e Prost con la McLaren MP4/4 del 1988

La loro rivalità esplode al Gran Premio di Portogallo vinto da Prost quando durante la gara il francese, mentre tentava di prendere il comando, viene chiuso dal brasiliano contro il muretto.  Una manovra che, Alain giudica molto pericolosa e che lo rende furioso con il compagno nonostante il primo posto conquistato a pieno titolo.

La vittoria nel Mondiale di quell’anno, va a Senna, che conquista il suo primo titolo ai danni di Prost giunto secondo in graduatoria. Ma la loro lotta è iniziata e sarebbe continuata anche l’anno successivo.

Nel 1989 infatti Prost è deciso a riprendersi quel mondiale che l’anno prima gli era sfuggito, dopo essere stato conquistato dal suo compagno di squadra.

In questa stagione la novità di maggior rilievo riguarda i regolamenti, con i motori che da sovralimentati tornano ad essere aspirati. La McLaren continua comunque ad affidare le proprie motorizzazioni alla Honda, che per l’occasione ha sviluppato un propulsore capace di garantire un’ ottima potenza ed una grande elasticità. E i due contendenti per il titolo sono sempre loro, Alain Prost ed Ayrton Senna.

Quell’ anno la scintilla tra i due piloti McLaren scocca al Gran Premio di San Marino, quando, contravvenendo alla tregua stabilita a tavolino, Senna dopo la seconda partenza supera Prost e vola verso la vittoria.

Alain giunge secondo dietro a Senna e nei box, furioso con il compagno di squadra, dà inizio ad una polemica infinita che culminerà in una guerra senza quartiere, messa in atto per tutto il campionato.

Nei Gran Premi successivi altre due vittorie di Senna parvero lanciare verso il bis iridato il Campione del Mondo in carica. Ma il brasiliano colleziona anche quattro ritiri consecutivi nelle gare in cui Prost ottiene a sua volte tre vittorie ribaltando la situazione e portandosi al comando del Mondiale.

Alain nonostante ciò subisce con fastidio sempre crescente la presenza di Senna nella sua stessa squadra. E, dopo metà stagione, decide comunque che ne ha abbastanza dei continui scontri con il brasiliano, annunciando alla stampa di aver accettato l’ingaggio della Ferrari per il 1990.

Questa situazione peggiora in modo irrimediabile i sui rapporti all’interno della squadra; che divengono ancora più tesi, quando Prost, ormai libero da vincoli contrattuali, accusa apertamente il team di favorire Senna.

L’epilogo della stagione al Gran Premio del Giappone, segna la resa dei conti tra i due duellanti, ancora una volta con un incidente. Un avvenimento che scatenerà una rivalità carica di rancori personali durata fino al ritiro di Prost dalle corse alla fine del 1993.

A sette giri dalla fine Prost è in testa con Senna alle sue spalle che, dopo un avvio di gara poco felice, è impegnato in una delle rimonte che lo hanno reso famoso. Il brasiliano raggiunge il francese e lo attacca prima della esse che precede il traguardo, ma la traiettoria di quella curva non fornisce abbastanza spazio per far passare due vetture.

Il contatto a Suzuka tra Alain Prost ed Ayrton Senna nel 1989

Il contatto è inevitabile e la conseguenza dello scontro è il ritiro del francese, che lascia la sua MP4/5 incidentata a bordo pista. Ayrton non si dà per vinto e con la vettura danneggiata raggiunge i box, sostituisce il muso, e guida scatenato fino a riconquistare la testa della gara. Alla fine ce la fa e vince, ma viene squalificato per il taglio della chicane effettuato nel rientrare in pista dopo l’incidente.

Alain ha conquistato comunque il suo mondiale su quell’ avversario; che lo accusa di aver combinato a tavolino l’incidente e la sua squalifica, approfittando dell’ amicizia personale con il presidente della FIA Il francese Jean Marie Balestre.

Il francese non ha intenzione di rispondere a quelle accuse, è troppo concentrato sull’ avventura che sta per intraprendere per il 1990 con in tasca il titolo di campione del mondo: quella con La Scuderia Ferrari.

Alain Prost e Nigel Mansell alla presentazione della Ferrari nel 1990

Grazie alle sue eccellenti doti di collaudatore riesce, infatti, ad ottenere dai vertici del Cavallino di poter dire la sua circa lo sviluppo tecnico della monoposto. Un aspetto determinante che quell’ anno permetterà alla Scuderia di Maranello di ottenere ottimi risultati in pista.

In Ferrari trova come compagno l’inglese, Nigel Mansell, il quale non digerisce particolarmente l’ingombrante presenza del francese. Dopo le scaramucce in pista vissute tra lui ed Alain negli anni precedenti.  Un dualismo che sarà anche l’ago della bilancia nell’esito del confronto con Senna, con il quale Prost ha ancora un conto aperto.

Anche questa volta Alain dovrà affrontare l’attrito interno con un compagno di squadra scomodo ed il tutto avverrà ancora una volta in Portogallo. Qui le due Rosse, occupano l’intera prima fila ed alla partenza il britannico deliberatamente spinge verso destra Prost contro il muretto box facendogli perdere svariate posizioni. Senna, partito dietro di loro, li sopravanza entrambi mantenendo la testa sino al sorpasso di Mansell che alla fine vince. Ayrton si piazza secondo, mentre Prost non va oltre il terzo posto anche a causa dell’incidente di Alex Caffi che provoca l’interruzione anticipata della gara.

Ma l’aspro contrasto tra Alain ed il brasiliano, quell’ anno, raggiunge il suo apice nella resa dei conti del Gran Premio del Giappone esattamente un anno dopo il misfatto del 1989. Prost e Senna occupano la prima fila ed alla partenza il francese della Ferrari scatta meglio. Ma Ayrton ha già programmato la propria vendetta su Prost. All’imbocco della prima curva del tracciato di Suzuka, con Alain sulla traiettoria esterna e Senna su quella interna, avviene l’ennesimo contatto tra i due. Entrambi danneggiano le vetture e sono costretti al ritiro, dopo essere finiti rovinosamente nella polvere della via di fuga. Il titolo va a Senna già avvantaggiato in classifica su Prost, costretto ad un ultimo disperato assalto durante la gara giapponese. In questo caso la FIA giudica l’episodio come un normale incidente di gara confermando a Senna il secondo campionato del mondo.

È un inverno duro per Alain che dopo quella delusione cocente pensa addirittura al ritiro. Ma nonostante tutto per il 1991 torna ancora alla Ferrari libero dalla scomoda presenza di Mansell tornato alla Williams. Non sarà un anno facile che lo vedrà lottare nelle retrovie con una vettura che ancora una volta non riesce a dargli le prestazioni di cui ha bisogno per rimanere in testa. Il francese stanco della situazione creatasi nella squadra definisce addirittura la monoposto italiana ‘un camion’ in occasione di un’intervista. E la Ferrari lo appieda ufficialmente prima dell’ultima gara in Australia.

Alain si ritrova così senza un sedile per la stagione 1992. E anche se durante l’inverno le offerte non mancano, forse è arrivato il momento di prendersi una pausa, dalla lotta in pista con Senna e Mansell che negli anni precedenti lo ha sfibrato fisicamente e mentalmente. Decide così di prendersi un anno sabbatico per riordinare la sua carriera.

La pausa di riflessione di Prost, coincide anche con il lavoro diplomatico di relazioni che il francese intraprende con Frank Williams per preparare il suo ritorno in grande stile nel 1993 con il team del costruttore britannico.

Correrà con la scuderia inglese il suo ultimo anno da pilota attivo conquistando un titolo mondiale, il quarto, supportato da una vettura nettamente superiore alla concorrenza la Williams FW14b che sarà ricordata come una delle monoposto più efficienti dell’ intera storia della F1.

Alain Prost al Gran Premio del Brasile del 1993

Dopo il 1993, lasciate le piste, Prost sarà consulente della McLaren, disputando anche alcuni test in pista, prima di dedicarsi nel 1997 al ruolo di  costruttore.  Un nuovo aspetto della sua carriera maturato con l’acquisizione della ex Ligier che per i 4 anni successivi diverrà la Prost Grand Prix.

L’esperienza di Prost in qualità di proprietario di un team di F1 si conclude in modo negativo alla fine del 2001. Quando la scuderia francese chiude per via della scarsità di risultati e di una situazione economica diventata negli anni insostenibile.

Tuttavia Prost non ha mai definitivamente appeso il fatidico casco al chiodo, tanto che per diversi anni ha gareggiato nel trofeo Andros, una sorta di campionato su ghiaccio per prototipi derivati dalla serie, dove ha anche vinto i titoli 2007 e 2008.

Dal 2012 è divenuto consulente della Renault Sport per quanto riguarda gli ambiti agonistici del marchio francese e in special modo per la F1. Mentre nel 2014 ha unito la propria esperienza alla DAMS Nissan per poi creare nel 2017 un team di Formula E dove ha gareggiato anche suo figlio Nicolas.

Quella di Prost è una vita dedicata alle corse difficile da riassumere in pochi minuti, vissuta dalla parte di un talento unico. Che ancora oggi a 66 anni continua ad insegnare molto alle giovani generazioni della F1, nel ruolo di consulente speciale della scuderia Alpine.

Divertendosi ancora come quel ragazzo che sulla pista del parco giochi di Cannes, con il suo braccio ingessato, superava tutti gli avversari per vincere ancora una volta la sua gara.

Alain Prost al GP del Bahrain 2021 con Marcin Budkowsky del team Alpine
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