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Esteban Ocon, uno dei giovani piloti del gruppo arrivato nelle ultime stagioni in F1, affronterà il 2021 in un ambiente abbastanza scomodo. Quello dell’ Alpine Racing in cui sarà chiamato al confronto definitivo con Fernando Alonso, campione indiscusso che torna dopo due anni di stop. Per Esteban è la stagione decisiva, nell’ ottica della riconferma 2022. Con l’ombra, alle sue spalle, di un Pierre Gasly sempre più lanciato.

Classe 1996, Esteban Ocon è, tra i piloti del nuovo corso della F1, una delle figure più enigmatiche. La sua è una carriera vissuta fino ad oggi a fasi alterne, forse a volte anche sfortunata.

Campione Europeo di F3, il giovane driver francese, ha fatto il suo debutto in F1 ormai nel lontano 2014. Al volante della (ahimè) ormai scomparsa Lotus, durante prima sessione di prove libere del Gran Premio di Abu Dhabi.

Sin da subito le caratteristiche di guida di Esteban, risvegliano l’interesse della Mercedes che, per opzionare il ragazzo francese, nel 2016 decide di affidargli una vettura nel campionato DTM. Un impegno che condivide con quello di terzo pilota del team Renault di F1.

Ocon nella serie tedesca non raggiunge risultati di rilievo, privilegiando comunque la sua partecipazione in ambito monoposto. Quando nello stesso anno venne chiamato dalla Manor F1 a sostituire l’indonesiano Rio Haryanto.

Esteban Ocon sulla Manor nel 2014

Il 2017 ed il 2018 lo vedono, sempre in ambito Mercedes, ufficializzato a fianco di Sergio Perez alla Force India. Squadra nella quale non riesce comunque mai a raggiungere il podio (due quinti posti il miglior risultato dei due anni); e dalla quale viene estromesso nel 2019 in favore di Lance Stroll, figlio del nuovo proprietario della scuderia di Silverstone.

Divide questo impegno nuovamente con quello di terzo pilota, ma questa volta per la Mercedes AMG F1, dove viene accolto sotto l’ala protettrice di Toto Wolff. Il suo nome durante la pausa estiva dai Gran Premi entra addirittura in lizza per l’affiancamento al campionissimo Lewis Hamilton.

Ma la riconferma di Valtteri Bottas e l’ esclusione dai programmi Mercedes, dirottano le scelte del francese verso un contratto biennale per le stagioni 2020 e 2021 con la Renault.

Nel 2020 Ocon, affiancato in Renault dall’ australiano Daniel Ricciardo, raggiunge il suo miglior piazzamento nel rocambolesco Gran Premio di Sahkir in Barhain. Dove si assicura la seconda posizione con la Renault RS20, alle spalle dell’ ex compagno di squadra Sergio Perez.

E in questo 2021 Ocon affiancherà un mostro sacro dell’ automobilismo mondiale : Fernando Alonso.

Lo spagnolo è stato inserito nella nuova struttura Alpine Racing, nata dalle ceneri del team Renault DP Sport del 2020, dopo due anni di assenza dalle piste della massima formula automobilistica. E sarà certamente la punta di diamante della nuova organizzazione diretta da Marcin Budkowski e Davide Brivio.  

Di certo un team mate non facile da sostenere per il giovane francese, che dovrà mettercela tutta per contrastare la prorompente personalità del pilota di Oviedo, dimostrando di meritare il rinnovo per il 2022.

Ocon nell’ abitacolo della sua Alpine

Ma sarà in grado di farlo? Molte le perplessità a fronte di una carriera costellata di tanti piccoli e grandi errori, ma anche da sprazzi di ottima guida che non lo pongono ancora in luce come uno dei talenti insostituibili della F1.

I pareri su Ocon anche tra gli addetti ai lavori ed i rappresentanti dei media sono molto discordanti. Tra loro abbiamo avuto modo di intervistare due delle firme più titolate del panorama giornalistico della  F1: Guido Schittone ed Umberto Zapelloni. E dal dualismo che caratterizza i loro punti di vista emerge chiara la visione contraddittoria sulle effettive capacità del pilota francese.

Schittone è molto possibilista sulle possibilità di Ocon, che ritiene possa imparare molto dal campione spagnolo. Ma delinea per Esteban un 2021 condizionato dalla volontà del suo compagno di squadra, Fernando Alonso, che inevitabilmente influenzerà con il suo comportamento la stagione del francese:

“Bisogna vedere quanto è ancora egoista Alonso all’interno della squadra” afferma Schittone”. Il problema di Alonso non è mai stato un problema né di talento – perché chi contesta il talento di Alonso è semplicemente un folle – e né di visione tattica, perché ce ne sono stati pochi come lui nella storia degli ultimi vent’anni a leggere praticamente la gara.  Il problema è stato quello di gestire in modo relativamente (e dico relativamente perché in Formula 1 di democratico c’è ben poco) in democrazia la squadra. Cioè Alonso ha sempre cercato di dividere più che di unire.

Se Alonso – che ormai ha 40 anni e ha avuto un esperienza comunque importante anche se non eccessivamente indicativa perché correvano contro nessuno, in Toyota nel World Endurance Championship, ha imparato anche a far parte di un team e non essere solamente la “primadonna” allora sì, Ocon potrebbe imparare tantissimo. Esteban è una persona molto umile molto modesta che però ha una carriera importante alle spalle. Ha vinto un titolo europeo in Formula 3, e c’erano Verstappen, c’era Giovinazzi c’era della gente molto molto forte in quella stagione. E poi è andato forte ovunque con la Force India andava fortissimo. Quindi non riesco a capire questo scetticismo nei confronti comunque di un pilota che tra quelli che sono arrivati delle ultime generazioni non ha nulla da invidiare a nessuno”.

Zapelloni dal canto suo, elabora un giudizio meno positivo su Ocon evidenziandone la discontinuità mostrata specialmente nella scorsa stagione.

“Alonso mi è parso molto molto in forma, molto grintoso. Intravedo una bella stagione di Fernando. E se le cose dovessero continuare ad andar bene, lui sarà un valore aggiunto per l’Alpine. Certo se dovessero esserci delle difficoltà, temo per cosa possa accadere in Alpine! Perché lui sappiamo poi quanto può essere ‘rognoso’ se le cose vanno male.

Ocon invece secondo me è ancora tutto da valutare, perché ha avuto delle buone fiammate ma non ha mai mostrato una grandissima continuità. Non è secondo me all’ altezza di quelli che citavamo prima; può essere un mestierante, un buon pilota ecco. Non mi sembra che abbia le caratteristiche uno dei grandi campioni dei prossimi anni.”

Giudizi quasi completamente opposti, che rendono particolarmente difficile giudicare il carattere in pista del pilota francese. Rendendo ugualmente difficile capire quale sarà il suo contributo nelle strategie di rilancio previste nell’ ambito della ristrutturazione Alpine.

Un contributo che potrebbe eventualmente essere dato in ambito GT. Una categoria dove Alpine ha deciso partecipare già da quest’anno con l’iscrizione al campionato WEC della Hypercar A480 Gibson LMP1.

Il 2021 potrebbe essere l’ultima chiamata per il francese in F1. Che se dovesse mancare le possibilità offerte dalla scuderia che lo vede impegnato in questa stagione, sarebbe nuovamente escluso dalle scelte dei team di F1.

In favore probabilmente  del suo connazionale attualmente più quotato; quel Pierre Gasly in forza all’ Alpha Tauri che proprio grazie al rapporto non proprio roseo con Helmut Marko potrebbe lasciare l’ambiente Red Bull per rientrare verso i “patrii lidi” dell’ Alpine. Lasciando fuori dai giochi Esteban.

È un altro tema che farà sicuramente parlare durante la stagione che sta per iniziare. Dividendo ulteriormente chi è in favore e chi è contrario alla permanenza del venticinquenne francese anche per il 2022.

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