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È stato nostro ospite nella puntata #22 di Full Gas podcast, Umberto Zapelloni una delle firme più autorevoli della stampa italiana ed autore tra i più conosciuti nell’ ambito del motorsport. Con l’ ex vicedirettore della Gazzetta dello Sport abbiamo commentato gli esiti dei test prestagionali visti in Bahrain lo scorso fine settimana. Con particolare interesse alla situazione Ferrari apparsa particolarmente sibillina.

I test di F1 svoltisi sul circuito di Sahkir lo scorso fine settimana ci hanno fornito lo spunto per una piacevole chiacchierata con Umberto Zapelloni, ospite di spicco della puntata #22 di Full Gas podcast.

L’ ex vicedirettore della Gazzetta dello Sport, profondo conoscitore del mondo del motorsport internazionale, ha voluto offrirci il suo punto di vista sulla tre giorni di Sakhir dello scorso fine settimana. Iniziando a commentare la situazione che forse più di tutti interessa i Tifosi italiani: quella del “pianeta” Ferrari.

La sensazione è che ci sia stato un miglioramento nel motoreha affermato Zapelloni. “Ne hanno parlato sia la Ferrari che lo stesso Raikkonen che usa lo stesso motore sull’ Alfa Sauber. Un miglioramento nel motore che si pensava intorno ai 30 cavalli e che forse ha portato qualche cavallo in più. Non c’è stato invece, almeno a giudicare da quello che sono stati questi tre giorni di test, un miglioramento nell’ aerodinamica della Ferrari. Soprattutto per quello che dovrebbe essere la ricerca del drag e la ricerca della trazione che evidentemente è mancata ancora. E la gestione delle gomme non è migliorata. Tanto che in assetto da gara non sono arrivati i tempi che ci si poteva attendere dalla Ferrari.

È stato sicuramente fatto un passo avanti rispetto alla scorsa stagione ma io credo non sia un passo sufficiente. Oggi come oggi per rivedere la Ferrari sul podio, bisogna proseguire con questi miglioramenti. C’è un dato di fatto – da quello che ci raccontano – positivo; il fatto che sia stata trovata un’ ottima correlazione tra i dati raccolti in pista ed i dati raccolti dai simulatori. Questo fa pensare che quest’anno la Ferrari anche a casa potrà lavorare nel verso giusto. Trovando in pista gli effetti desiderati e provati sul simulatore e ai computer. Questo è il fattore positivo. Certo il ritardo c’è ancora”.

La Ferrari SF21 di Carlos Sainz

Quello di Zapelloni, è un punto di vista totalmente condiviso e condivisibile, sottolineato anche da molte altre voci del panorama giornalistico nazionale ed internazionale. È stato un fine settimana diciamo così a metà, che ha permesso al team di prendere coscienza, delle principali criticità apparse sulla SF21. Vettura che peraltro ha mostrato un buon grado di miglioramento rispetto alla disastrosa SF1000, soprattutto nel settore della power-unit. Ma che ha ancora bisogno di qualche adattamento sotto il punto di vista della telaistica e dell’ aerodinamica, apparentemente aspetti più deboli del progetto.

Non è purtroppo una vettura “mondiale”, discendente qual’ è della sfortunata avventura 2020 della casa del Cavallino. E quasi certamente neanche la possibile seconda in classifica. Ma potrebbe diventare un buon punto di partenza per raggiungere una dignitosa terza posizione e dei singoli risultati di rilievo durante la stagione 2021. Risultati quanto mai necessari in questo momento, non solo a livello tecnico. Ma anche fortemente raccomandati per il rilancio del “capitale umano” della Scuderia Ferrari. Apparsa in questi test del Bahrain sicuramente concentrata sul focus dell’ evoluzione 2021, nonostante la maggiore prospezione al futuro per il 2022.

Zapelloni ha analizzato con noi anche quest’ ultimo aspetto. Evidenziando la visione di una Scuderia ben focalizzata anche sulle scelte 2021, oltre che sulla progettazione della vettura 2022.

“Io credo che fino all’ inizio dell’ estate la Ferrari vedrà di sviluppare, per quanto è possibile, questa vettura. Perché l’investimento è stato fatto, la vettura è stata cambiata molto nel suo retro, e anche per capire insomma che si ha a che fare con dei tecnici che possono lavorare bene sulla macchina dell’ anno venturo. Io credo che quest’ anno la Ferrari debba per forza chiudere la stagione almeno nei primi tre posti del mondiale. Sennò la situazione sarebbe preoccupante perché anche per le altre squadre l’ obiettivo principale resta la stagione successiva quando cambieranno tutti i regolamenti. Però una Ferrari che resta giù dal podio sarebbe preoccupante anche in vista della rivoluzione regolamentare dell’ anno venturo”.

Charles Leclerc e Carlos Sainz Jr – Ferrari

C’è interesse, in questo senso, nel seguire quello che potrebbe essere il contributo allo sviluppo offerto dalla coppia dei piloti in rosso che il prossimo anno porteranno in pista le insegne del team di Maranello: Charles Leclerc e Carlos Sainz Jr. Abbiamo parlato con il nostro ospite, anche di loro e del loro – attualmente – ottimo affiatamento. Una opinione la sua dalla quale scaturisce un interessante ragionamento.

“Parlavo di questo proprio pochi giorni fa con un ex-pilota. Perché la sensazione è che, se per un paio di volte Sainz dovesse stare davanti a Leclerc in qualifica, Leclerc potrebbe perdere un po’ il controllo. È un ragazzo che rischia di vedersi sfuggire il futuro proprio per colpa di una Ferrari che non è competitiva. Se si dovesse ritrovare dietro ad un compagno di squadra come Sainz, credo che rischieremmo di vederne delle brutte. 

Per adesso vanno d’ amore e d’ accordo ma sappiamo che alla prima occasione… Insomma il compagno di squadra è sempre il tuo primo avversario. Se tu sei Leclerc, sei convinto di essere il n. 1 in Ferrari e sei convinto di stare sempre davanti a Sainz. Non so se sarà sempre così. Sainz forse in qualifica non sarà spesso davanti a Leclerc, ma in gara ha dimostrato in questi ultimi anni – soprattutto in queste ultime stagioni – di riuscire sempre a portare la sua vettura in zona punti. E di ottenere dalla sua auto più di quello che in realtà valeva. Quindi è un pilota, da questo punto di vista, da tenere assolutamente in considerazione”.

Già in passato la Ferrari ha dovuto delineare, relativamente alla line up dei piloti, “strategie di contenimento” di un driver rispetto all’ altro. Definendo chiaramente i ruoli di “primo” e “secondo” in seno all’ effettivo interesse superiore della scuderia. Ruoli che purtroppo non sempre sono stati rispettati da chi guida in pista; dando adito ad aspre rivalità (la coppia Prost-Mansell ne è un ricordo) sfociate anche nell’ estremizzazione di un dramma (la Imola 1982 di Villeneuve e Pironi).

Ma questo per la Ferrari, almeno per ora, è l’ ultimo dei problemi. Per il 2021 c’è ancora da lavorare sul mezzo da poter fornire a chi, in pista, porta la sua voglia di vincere.

Vi consigliamo di ascoltare a questo indirizzo, la versione integrale dell’ intervista ad Umberto Zapelloni. Nella quale si è parlato ampiamente oltre che di Ferrari anche di tutti gli altri argomenti di questo appuntamento prestagionale 2021.

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