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 “È una coppia che potenzialmente in teoria potrebbe anche scoppiare.”

Durante la puntata #22 di Full Gas podcast, è intervenuto ai nostri microfoni uno dei più famosi giornalisti del panorama sportivo italiano, che ha analizzato con noi gli scenari della F1 2021: stiamo parlando di Guido Schittone.

Nel corso dell’ intervista al nostro ospite è stato toccato un tema caldo, oserei dire esplosivo.
Ci riferiamo ovviamente al nuovo duo della Red Bull Racing Team, Max Verstappen e Sergio Perez.
Ma perché l’idea che ci danno è quella di una bomba ad orologeria?
Schittone prova ad analizzare la situazione, partendo dai profili dei due piloti.
Ecco le sue parole:

C’è da dire che Perez, che è stato una testa calda nelle sue prime stagioni di Formula 1, è migliorato molto da questo punto di vista. Nel senso che adesso è un pilota sul quale si può sempre scommettere che arrivi al traguardo. Perché non compie più degli errori di eccessivo agonismo come aveva fatto sia i tempi della McLaren e sia nei negli anni successivi. Ricordiamocelo per esempio quell’ incidente a Montréal con Felipe Massa che dipese comunque da una responsabilità del pilota messicano.

Guido Schittone

Sergio Perez, il Checo. Un ribelle che ha messo la testa a posto, uno che la sua occasione l’ha costruita, ha dimostrato che doveva essere sua e di nessun’altro.
Solido, affidabile, mago degli pneumatici.
Nel 2020 in Turchia  sale sul podio dell’esperienza, insieme ad Hamilton e Sebastian Vettel, mentre Max continua a girarsi e peccare di troppa verve.
Conquista una delle vittorie più spettacolari nell’ a sua volta spettacolare Gran Premio di Sakhir.
Finisce al 4° posto del mondiale piloti, nonostante lo stop causa covid e una serie di ritiri.

Sergio Perez dopo la vittoria al GP di Sakhir 2020

Di Verstappen invece dice:

“Max è un pilota che, nell’ultima stagione soprattutto, ha dimostrato di avere raggiunto quel tipo di equilibrio psicologico che lo porta a non sbagliare più. Anzi a essere un pilota molto costante.”.

Guido Schittone
Max Verstappen
Max Verstappen – Red Bull Racing

Max, giovane prodigio del vivaio Red Bull, da sempre depositario dei sogni di gloria del team austriaco.
Nessun compagno di squadra è riuscito a farlo vacillare, nemmeno uno ha scalfito il mito.
E oggi, dove sono tutti? C’è chi ha fatto in tempo a filarsela, come Daniel Ricciardo.
Altri sono sopravvissuti, ma in un team satellite, vedi Gasly.
Molti altri ancora lo guardano dal divano di casa.

Ma perché siamo tutti con gli occhi puntati su di loro?  Perché non aspettiamo altro che la scintilla.
Troppe le domande, gli scenari che ci si presentano come eventuali, possibili, vicini, dai più ai meno probabili:
Verstappen che, per l’ennesima volta, polverizza il compagno di squadra.
O, perché no, Perez che mette un punto all’elenco di vittime mietuto dall’olandese, dando battaglia ad ogni singolo giro e, magari, piazzandosi sopra al compagno.
Max imbattibile ed imbattuto in qualifica.
O ,addirittura, un gioco di squadra perfetto che li porterà al mondiale costruttori.
Oppure un Verstappen che finalmente capisce di non essere l’unico nel pollaio.
Un Verstappen, perché no, ogni tanto messo in crisi.

Checo Perez, nonostante tutto, nonostante gli altri, sempre sul podio.
Attriti. Scenate. Rumors.
O pacche sulla spalla, “congratulazioni per oggi“, “sei stato grande“.
Un Perez che abbassa la testa agli ordini di scuderia, proprio come ipotizza Schittone:
“Credo che Perez abbia raggiunto quel tipo di maturità, che riesca a capire che se vuole mantenere un posto in una grande squadra – cosa che peraltro che se l’è guadagnato quindi non ha rubato niente a nessuno – debba anche sottostare a certi “diktat” che verranno imposti secondo me da Christian Horner.”

Sergio Perez e Max Verstappen

Cosa, tra tutto questo, si avvicinerà maggiormente alla realtà imminente?

Certo è che per trovare qualcuno che quantomeno ci faccia così viaggiare con la fantasia, la Red Bull Racing ha dovuto temporaneamente tradire il tanto amato programma giovanile.
Helmut Marko l’avrà presa come una sconfitta personale.
Ma meglio una sconfitta personale che quella in pista.

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Marisa Russo

Classe 1997,
studentessa di Giurisprudenza all'Università Federico II di Napoli.
La Formula 1 ed il motorsport non sono una passione, ma un retaggio culturale.

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