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È attraverso una simulazione che ci viene presentato il layout che ospiterà il Gran Premio del 5 dicembre, con sede a Jeddah, Arabia Saudita.

Sono già svariati i titoli che il nuovo circuito ha ottenuto: street circuit più veloce di sempre, il più lungo dopo Spa, il più veloce dopo Monza. Le premesse quindi sembrano ottime, ed anche lo scorcio sembra uno dei più suggestivi, a pochi metri dal Mar Rosso.
Eppure c’è già chi, a pochissime ore dalla prima apparizione, lo critica come uno dei cittadini più anonimi, schiacciato tra i grattacieli.

Un rendering del circuito del GP dell’ Arabia Saudita, tra i grattacieli di Jeddah.

Certamente diverso il punto di vista di chi ha contribuito alla sua progettazione e realizzazione: Ross Brawn, direttore di Formula1 Motorsport, non perde occasione per esaltare il suo operato e caricarci di aspettative.
Queste le sue parole:

E’ sempre eccitante presentare i dettagli di un nuovo circuito e il Jeddah Street Circuit non fa eccezione – Abbiamo lavorato molto da vicino con il team di Tilkecelebre progettista di circuiti automobilistici – e con gli organizzatori locali per assicurare un grande spettacolo, con duelli ruota a ruota e una sfida interessante per i piloti. Il design tira fuori il meglio di un circuito cittadino moderno, ma ha anche aree a flusso libero a ritmo serrato che creeranno velocità elevate e opportunità di sorpasso. L’ambientazione è incredibile, sul Mar Rosso, e non vediamo l’ora di vedere le vetture in pista a dicembre“.

I dati del circuito

Ma ora, un po’ di dati per conoscere le caratteristiche della new entry del calendario 2021.
Il Jeddah Street Circuit è lungo 6.175 km, la velocità media prevista dal simulatore è di 250 km/h; mentre la velocità massima è attesa al culmine dell’allungo serpeggiante e ammonta a circa 320 km/h.
Lunghi rettilinei, curve particolarmente strette, in totale 27 e nello specifico 16 a sinistra ed 11 a destra.
Le potenziali zone DRS sono tre.
Ed infine, per garantire maggiore spettacolo, si tratterà di un Gran Premio notturno, corso su strade prevalentemente già esistenti.

Sorge ora spontanea una domanda, una riflessione: indubbiamente il mondo arabo si conferma sempre di più come il futuro della Formula 1, basti pensare al Bahrein, Abu Dhabi, addirittura iniziamo a sentire parlare di Dubai.
Questo significa che noi siamo il passato? E quando dico “noi”, intendo Monza, Spa, Imola, Nurburgring.
Forse sì, ma non si può dire che questo nostro passato non sia stato e non sia tuttora valorizzato negli ultimi calendari.
E voi, cosa pensate di questa compresenza di ieri e di domani nella Formula 1 di oggi?


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Marisa Russo

Classe 1997,
studentessa di Giurisprudenza all'Università Federico II di Napoli.
La Formula 1 ed il motorsport non sono una passione, ma un retaggio culturale.

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1 Comment

  1. Il layout è sicuramente particolare. In ogni caso speriamo che questa abbondanza di circuiti possa essere sfruttata per variare il calendario ogni anno offrendo un giusto equilibrio fra quelli storici, a cui non si deve rinunciare, ed i nuovi

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