Formula 1
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La F1 continua la sua esasperata ricerca di spettacolo. A volte con soluzioni che lasciano perplessi, o che comunque ispirano prudenza anche a chi la F1 la vive o l’ha vissuta in prima persona. È il caso degli ospiti della puntata n. 17 del nostro podcast, Alex Caffi e Mario Isola. Che ci hanno illustrato i loro punti di vista sulla proposta delle “Sprint Race”, formulata da Stefano Domenicali per la stagione 2021. Due opinioni apparentemente discordanti ma che in fondo trovano dei punti in comune.

Stefano Domenicali, ha assunto ormai da oltre un mese, la veste definitiva di CEO del F1 Group in seno alla Liberty Media.

E nell’ ottica del rilancio d’ immagine di una F1 che negli ultimi anni ha perso interesse, sta definendo quelle che saranno le nuove strategie per ridare smalto al Circus.

Una delle proposte scaturite nelle ultime settimane in questo senso è stata quella che prevede l’effettuazione di due “Sprint Race”, per così dire sperimentali. Che potrebbero disputarsi qualora gli organizzatori delle due gare fossero d’accordo in Canada ed Italia. Ma per chi non conoscesse questa modalità di gara spieghiamo meglio di cosa si tratta.

Durante i week end di gara di Montreal e Monza, il venerdì dopo un ora di prove libere, al posto della sessione del pomeriggio, si terrebbero le qualifiche dedicate alla griglia di partenza della gara sprint. Che si disputerebbe poi il sabato pomeriggio.

 Si tratterebbe di una mini-gara di 100 chilometri senza sosta che assegnerà un massimo 12 punti, a scalare, ai primi otto classificati. L’ordine di arrivo della Sprint Race determinerebbe la griglia di partenza della gara della domenica. Con inizio alle 15.00 e non più alle 15.10 come in precedenza.

È un sistema che potrebbe, nelle intenzioni di Liberty Media, movimentare (per quanto possibile) i fine settimana della F1. Da sempre orientati al formato prove libere – qualifiche – gara.

La soluzione delle Sprint Race ha generato reazioni contrastanti sia tra i tifosi che tra gli addetti ai lavori. E il nostro podcast ha approfittato della presenza dei due ospiti della scorsa puntata, Alex Caffi e Mario Isola, per raccogliere le loro opinioni in merito. Sono pareri apparentemente contrastanti ma dai quali, se esaminati attentamente, emerge qualche punto in comune.

Quella di Alex Caffi è una posizione che non esclude l’ effettiva necessità di un cambiamento legato alle esigenze di spettacolo, all’ interno del mondo della F1. Senza però che questo possa snaturare l’essenza di questo sport.

Alex Caffi

“Io penso che tutte le volte che è accaduto qualcosa in determinate categorie ed in questo caso in quella più importante di tutto l’automobilismo, la Formula 1, portare così tante innovazioni ha un significato profondo, un significato anche negativo” ha dichiarato Caffi.

“Intendo dire che probabilmente si sta cercando di raschiare un po’ il fondo del barile. Per cercare di rinnovare e dare un minimo di interesse là dove l’interesse si è perso.

Abbiamo corso per decenni – oserei dire quasi cento anni dal primo Gran Premio di Formula 1 – e mai si è cambiato il modo con il quale si è corso.

Ci sono state sempre delle prove libere, delle qualifiche e una gara: questo è sempre stato quanto si è fatto. Ora, che si voglia inventare l’impossibile per cercare di ravvivare un po’ va benissimo per carità ma non in questo modo.

Direi semplicemente che questo è il segnale che si sta cercando di fare qualcosa perché ci si è accorti che indubbiamente c’è qualche problema. Generato anche dal fatto che esistono regolamenti che hanno favorito un team più di altri in maniera più o meno evidente (senza negare comunque che quel team possa essere stato più bravo di altri).

Abbiamo un dominio ininterrotto di quasi dieci anni di Mercedes. E per questo ci si deve organizzare un po’ prima, per cercare di riportare il “balance”. Oltre che per poter avere una gara che si possa definire tale.

Oggi purtroppo ci sono due tipi di gare all’interno dello stesso GP. Una è quella delle Mercedes, l’altra è quella degli altri partecipanti in classifica. Quindi il fatto che si cerchi di fare due gare sì, va bene, ma cosa può cambiare? Perché si fa una gara in più? Questo non lo capisco. Anche le qualifiche comunque hanno la loro attrattiva costante. La gara in più avrebbe una ulteriore partenza in più con ulteriori rischi di incidente.

A quel punto magari impostare un GP con due gare a griglia invertita potrebbe avere più senso. Anche perché abbiamo visto che quando ci sono gare dove una macchina delle prime file parte ultima, entro i primi 10 giri è già davanti. Quindi chissà forse neanche quello cambierebbe nulla.

In realtà si sta cercando di rimescolare le carte, ma il problema sostanziale è che vanno rifatti i regolamenti. In modo tale da rimettere tutti un po’ sullo stesso piano. Cercando di togliere tutta quella frenesia di avere assolutamente una tecnologia al top. Che comporta spese di milioni di euro o di dollari, sostenibili alla fine solo da due o tre case.

In sostanza ci ritroviamo con il problema che se domani Mercedes decidesse di dire ‘ mi ritiro dalla Formula 1’ non riusciremmo ad avere un vero parco partenti Formula 1, dato che la metà dei team utilizzano i loro motori. Non ci sarebbe più nessuno. La Honda farà l’ultimo anno poi vedremo cosa succederà. E rimarranno soltanto Renault, Ferrari e Mercedes. Tre motori. È una follia e a questo occorrerebbe pensare. È questo il problema, non quello di fare due gare. Perché anche se anche con due gare stravincono le Mercedes cosa è stato risolto? Si è semmai raddoppiata la noia di chi guarda un GP.

Lo scorso anno, se in classifica avessi tolto le due Mercedes, sarebbe stato un campionato pazzesco! Erano tutti vicini sempre in lotta per poter vincere e fare piazzamenti. È lì il problema che non viene capito.

Certo non si può estromettere una casa, però si potrebbe fare come nella NASCAR americana dove c’è un B.O.P. (ndr: Balance of Performance). Quando si evidenzia che una casa è dannatamente superiore alle altre, si interviene subito per cercare di riportare un po’ di equilibrio. Un minimo di vantaggio può essere concesso a chi ha lavorato bene. Ma non si può far correre uno stesso campionato come se una squadra facesse parte di una categoria e tutti gli altri di una diversa. Questo è il problema fondamentale da affrontare”.

Il parere di Alex Caffi, al di là delle Sprint Race, riafferma in maniera decisa il dubbio sul quale molti degli appassionati di F1 continuano a riflettere. Quanto, i repentini cambiamenti di rotta intrapresi negli ultimi anni dagli organi direttivi della F1, potranno cambiare una situazione di crescente disaffezione a questo sport? Soprattutto di fronte ad un regolamento che, almeno dal punto di vista dello spettacolo, sembra continuare ad imboccare la parte sbagliata di ogni bivio (…la scelta del congelamento motori ne è un lampante esempio).

Il punto di vista dell’ Ingegner Mario Isola, Responsabile Pirelli per la F1, pur non essendo così nettamente contrario alle Sprint Race, si pone comunque in una posizione di cautela. Una visione dettata dalla profonda conoscenza delle dinamiche legate alla F1, che il tecnico milanese ha accumulato in oltre 20 anni di motorsport, e che fa del suo parere un prezioso contributo. Isola ci ha raccontato così, la sua opinione:

Ingegner Mario Isola – Pirelli

“In realtà questa è un’idea che era già stata proposta lo scorso anno. Insieme a una serie di altre idee che vogliono cercare di rendere lo spettacolo ancora più avvincente. Anche se l’ anno scorso devo dire stata una bella stagione come negli ultimi anni ne abbiamo viste di stagioni e di gare combattute.

È un’ idea che se vogliamo è già in qualche modo attuata anche se sotto forme diverse in altri campionati come Formula 2, senza andare troppo lontano, e chiaramente va analizzata in dettaglio.

L’ ideale è di fare delle prove quest’anno identificando due o tre gare dove si potrà fare questo esperimento, chiamiamolo così. Certo poi i pareri sono molto diversi io sono convinto che è un’idea nuova vada analizzata, capìta e magari anche provata. Perché no: sono delle idee interessanti.

Poi ci sono i puristi della Formula 1 che dicono no assolutamente no il Gran Premio è fatto di prove libere qualifiche e gara Gran Premio la domenica. Chiaramente qui si apre una discussione infinita su chi vorrebbe vedere delle novità e chi le novità invece le mal sopporta. Secondo me la cosa fondamentale è non introdurre delle novità che non si sono analizzate bene.

Perché siamo convinti magari di fare qualcosa di positivo e ci rendiamo conto in corso d’opera che invece non è così. Oggi noi abbiamo un campionato che funziona, al di là del fatto di trovare magari delle soluzioni che possano avvicinare le squadre del cosiddetto ‘midfield’ a chi sta in testa e quindi creare ancora più azione in pista.

Questo sicuramente è utile per creare uno show migliore ma andare a snaturare il formato di gara o il formato delle qualifiche può essere fatto, ma con attenzione”.

 Attenzione e cautela dunque; anche Isola (come del resto Caffi) non si lascia convincere immediatamente dalle novità in pista. Ma raccomanda prove, legate al nuovo modo di affrontare i week end di gara.

Suona interessante, il riferimento che l’Ingegnere lombardo rivolge all’ attuale configurazione del campionato :“un campionato che funziona” come ha avuto modo di dire nell’ intervista. Un osservazione che lascia intendere anche un’ approccio a questo tipo di gara  se non conservatore, quantomeno affezionato ad uno schema classico dello svolgimento dei Gran Premi.

Anche in questo caso non possiamo che essere d’accordo con l’Ingegner Isola, che ha delineato la sua visione del affare “Sprint Race”. Condividendo comunque le riserve di Alex Caffi ma non rifiutando la validità di tale proposta qualora questa si rivelasse effettivamente valida.

Vi invitiamo comunque, ad ascoltare dalla viva voce dei protagonisti di queste interviste il loro parere, sul nostro podcast a questo indirizzo.

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