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Dopo 20 mesi lontano dalle piste Juan Manuel Correa, il pilota coinvolto nell’ incidente di F2 in cui perse la vita Anthoine Hubert, sarà di nuovo sulla griglia di partenza. L’ecuadoregno parteciperà, alla guida di una vettura del team ART Grand Prix, al campionato mondiale di F3 2021. Un grande risultato dettato da una passione non comune.

Juan Manuel Correa, il pilota ecuadoregno coinvolto nel terribile incidente al GP del Belgio 2019 di F2 , sarà driver ufficiale del team Art Grand Prix nel campionato mondiale 2021 di F3.

Dopo oltre un anno e mezzo (era il 31 agosto 2019) dalla terribile carambola nella quale ha perso la vita Anthoine Hubert, il calvario di Correa sembra avviarsi verso una conclusione.

Il francese, nel tentativo di evitare l’impatto con la Trident di Giuliano Alesi, dopo aver perso il controllo rientrando da un fuori pista, si scontrò con quella di Correa che sopraggiungeva dopo aver affrontato l’Eau Rouge.

La vettura di Correa dopo il terribile incidente di Spa 2019 in F2

La monoposto di Hubert si spezzò in due tronconi senza che per lo sfortunato pilota ci fosse nulla da fare. Mentre Correa riportò la frattura di entrambe le gambe e una vertebra incrinata.

L’ecuadoregno, trasportato all’ospedale di Liegi, fu immediatamente operato, mentre le sue condizioni subivano un rapido peggioramento. La sindrome da stress respiratorio acuto diagnosticata dopo il suo trasferimento a Londra, sino al coma.

Il 21 settembre successivo, dopo essere uscito dal coma e dopo essere stato trasferito in un altro ospedale londinese, Correa rifiutò l’amputazione del piede destro rimasto gravemente ferito. 

Il pilota decise per la ricostruzione chirurgica dell’ arto. Nella speranza di tornare alla guida, impegnandosi in un lungo percorso di riabilitazione che lo avrebbe riportato nell’ abitacolo di una vettura.

Oggi l’ecuadoregno affronta la sua rinascita, raccontando i suoi sogni e parlando di quello che sarà il suo futuro dopo l’inferno dell’ incidente.

“Prima di tutto, sono estremamente felice di essere tornato dopo tutto quello che ho passato” ha dichiarato Correa. “Sono grato all’ART: è molto significativo che credano in me e nel mio ritorno. La F.3 è un anno di transizione, il mio sogno è ancora quello di raggiungere la F1. Ma questo è il primo passo per il mio ritorno. I miei obiettivi sono un po’ lontani perché devo ancora fare molto. Non guido una macchina da un anno e mezzo e c’è tanto da fare. Entro in questa stagione con la mente aperta, non mi metterò pressione. Farò del mio meglio, farò ciò che amo e questa è già una vittoria”.

È la bellissima conclusione di un percorso che lascia solo la sensazione amara di un’ assenza, quella di Anthoine Hubert. Della quale ancora oggi ci si chiede il perché. Interrogandosi sulla sicurezza in quel punto del circuito e sulla fatalità di quell’ incidente.

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