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La puntata di Full Gas #11 ci ha regalato la partecipazione di un ospite d’eccellenza: Vitantonio Liuzzi ex pilota di F1 per Red Bull, Toro Rosso, Force India ed HRT. Dalla nostra chiacchierata è emerso un punto di vista molto particolare sull’arrivo di Caros Sainz in Ferrari. Forse non è tutt’oro quello che luccica…

Nella puntata pre-natalizia del podcast Full Gas, la presenza di Vitantonio Liuzzi ai nostri microfoni ci ha regalato una piacevolissima chiacchierata con uno dei più famosi piloti italiani di F1 degli ultimi vent’anni.

Vitantonio Liuzzi con Michael Schumacher – 2010

Liuzzi ha parlato con noi dell’annata 2020 appena conclusa, e di quelle che saranno le prospettive del prossimo futuro della F1. Esprimendo anche le proprie perplessità su alcuni degli aspetti chiave di un campionato che segnerà l’ultima stagione di un’era della F1. In attesa dei grandi cambiamenti annunciati per il 2022.

Il pilota italiano, ha dato un parere particolarmente positivo sul campionato 2020. Giudicandolo molto movimentato nonostante il dominio di un Hamilton e di una Mercedes nettamente superiori alla concorrenza.

E nonostante le difficoltà di una Ferrari, in grande affanno che non ha potuto regalare ai propri tifosi ed alla F1 in generale lo show che ha da sempre assicurato al Circus. Difficoltà sulle quali abbiamo avuto modo di chiedere a  “Tonio” Liuzzi il suo punto di vista.

“Io penso che chiunque fosse stato al posto di Binotto non avrebbe potuto fare i miracoli. Io lo rispetto tanto come tecnico, anche se penso che la posizione di Team principal abbia bisogno di persone con una caratteristica diversa dalla sua. Questo è solo il mio punto di vista. Ma al momento penso che non solo il team principal non è da colpevolizzare, ma che ci sono tante sfaccettature del team da dover rivedere. Questo perché negli ultimi 4 – 5 anni ha avuto tanti cambiamenti, nell’ organigramma tecnico e anche in quello dei meccanici. Il tutto deve essere un po’ rivisto per dare una struttura un po’ più provata e testata. E anche magari rinnovata.

Penso che tutto parta dalla base io ho sempre detto che in Formula 1 fare una macchina nuova è come fare una torta. Finché non l’assaggi non sai mai se ti è riuscita male. Purtroppo quest’ anno la Rossa non è uscita troppo bene. In corso d’opera poi fai fatica a recuperare tutto quel divario. Quindi chiunque avrebbe fatto fatica al posto di Binotto.

Sarà un 2021 purtroppo non troppo brillante dal livello di prospettive per la rossa. Però penso che nel 2022 tutto potrà succedere. Quindi bisogna lavorare per quel anno, per quella nuova stagione. Purtroppo ci sarà da arrancare in questo nuovo campionato che arriverà tra un paio di mesi. Tappare i buchi come si può non sarà facile. Non credo ci sia nessuno che investirà grossi quantitativi di soldi per sviluppare macchine già non prestanti.”

Charles Leclerc – GP di Turchia 2020

Approfittando dell’argomento Ferrari intrapreso durante l’intervista, abbiamo chiesto al pilota italiano una sua opinione riguardo la line-up della squadra modenese. In particolare riguardo l’arrivo di Carlos Sainz Jr alla guida della Rossa, a fianco di Charles Leclerc e su quale sarà il rapporto tra i due piloti durante le stagioni future.

Quella di Liuzzi è stata una risposta sincera che fa riflettere. Pensando anche al ruolo dello spagnolo all’ interno di un team che per la prima volta dopo molti anni, sperimenta una formazione totalmente nuova.

“Spero di sbagliarmi su Sainz ma non lo vedo come un pilota che possa dare fastidio a Leclerc. Il mio timore è che in una Rossa che ha assolutamente bisogno di tornare in auge, un pilota come Sainz non sia un valore aggiunto. E credo anche che non stuzzicherà Leclerc, il quale ha dimostrato di avere doti velocistiche impressionanti.

Certo, ha fatto anche tanti errori durante la stagione, ma sono quelli che definirei errori di gioventù. Li ha fatti Verstappen, li hanno fatto tanti piloti nei primi anni di partecipazione alla categoria. quindi in questo sicuramente migliorerà.

Però Sainz non lo vedo competitivo come Charles e quindi ho paura che non lo sproni per poter dare il 100% ogni gara. È un ottimo gregario ma lo è per un pilota già maturo. Mentre invece Charles ha bisogno di mostrare sempre di più e tirar fuori sempre il 110% ogni gara.”

Leclerc, Binotto e Sainz
Charles Leclerc , Mattia Binotto e Carlos Sainz – Ferrari

L’analisi del pilota italiano, capta una difficoltà che forse ad altri opinionisti può essere sfuggita. Il livello di competitività del pilota spagnolo potrebbe non essere sufficiente per dare anche al futuro compagno di squadra quello slancio necessario in una situazione particolarmente difficile, come quella del team di Maranello. Una carenza che lo porrebbe comunque in secondo piano rispetto all’ ormai consolidato Leclerc.

Liuzzi, esprime in questo chiare perplessità sulle qualità in pista di Sainz, lasciandoci chiaramente intendere il suo punto di vista nella scelta dei piloti decisa dalla Ferrari.

Io sinceramente non ho capito questa mossa (ndr: riferendosi alla scelta di Carlos Sainz in Ferrari). Penso che ci sia sicuramente un movimento economico importante alle spalle perché quello di Sainz è un grandissimo nome. Ma quest’anno ha dimostrato che nelle situazioni in cui doveva fare la differenza, tipo Monza dove poteva obiettivamente puntare a vincere la gara, non ha tirato fuori il “mordente” al momento giusto. Quindi penso che sia, come ripeto, un ottimo gregario ma non una Superstar da Ferrari, preso ovviamente nell’ ottica di avere una seconda guida. Però al momento la Ferrari ha bisogno di tornare in auge e non di tranquillizzarsi o diciamo di concretizzare la squadra e mantenere la posizione. Quindi non lo so spero di sbagliarmi perché e un ottimo ragazzo, molto educato ed ha un ottimo background, però avrei visto forse per la Ferrari più un ‘animale’ da gara.

Una figura che Liuzzi intravede nel più esperto Daniel Ricciardo, del quale giudica particolarmente interessante la notevole competitività in pista.

“Sì sicuramente Daniel ha dimostrato negli ultimi anni che non gli manca Il mordente per tirar fuori quel 10% in più per andare al 110% come dicevo prima e fare un po’ la differenza. Certamente sarebbe costato molto di più, però al momento bisogna fare i conti con la pista e purtroppo meno col portafoglio”.

Daniel Ricciardo: GP di Toscana 2020 – Renault

Molti potranno non essere d’accordo con l’analisi del pilota italiano, ma la sua opinione non può non suscitare riflessioni.

Effettivamente nella storia della Scuderia modenese sono abbastanza rari i casi in cui tra i piloti del team non sia presente un campione del mondo o comunque uno dei nomi più affermati del Circus.

Per di più, occorre osservare che la carriera di Sainz, dopo 5 anni di permanenza in F1, non lo ha ancora visto salire sul gradino più alto del podio (anche se a sua discolpa intervengono motivazioni legate alle prestazioni non sempre ottimali delle vetture condotte).

Di contro non va dimenticato che lo spagnolo ha dalla sua parte caratteristiche di regolarità e costanza in pista che ne fanno un eccellente collaudatore, oltre che un ottimo “portatore di punti” in ambito classifica.

Caratteristiche evidenziate anche da molti rappresentanti della stampa specializzata (uno su tutti il giornalista Miguel A. Herguedas del Mundo) che ne hanno elogiato la professionalità e la dedizione nel lavoro con gli ingegneri.

Sono fattori di rilievo che, nell’ attuale situazione della scuderia di Maranello, potrebbero segnare la differenza tra la vittoria e l’insuccesso in un necessario sviluppo della progettazione delle vetture 2022.

Non resta che attendere la discesa in pista dello spagnolo e capire se il parere del nostro ospite trovi effettivo riscontro.

Nel frattempo vi consigliamo di ascoltare per intero l’intervista a Vitantonio Liuzzi sul nostro podcast. Per scoprire il suo interessante punto di vista su molti altri argomenti affrontati.

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