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Questa settimana ospite nel podcast di Full Gas #10 Kikko Galbiati. Giovane pilota di successo nel campionato Italiano GT Sprint con la Lamborghini Huracan GT3 Evo del team Imperiale. Kikko ha parlato con noi oltre che della sua carriera e dei suoi successi, anche del mondo GT. Una branca dell’automobilismo sportivo a volte troppo sottovalutata.

Ancora una volta ospite del podcast Full Gas, giunto alla puntata n.10, uno dei piloti giovani del mondo GT. Che nonostante l’età anagrafica (22 anni) è già uno dei nomi più importanti del panorama delle gare di durata in Italia. Stiamo parlando di Emilian “Kikko” Galbiati.

Kikko è un giovanissimo pilota lombardo di origine romena (nato il 02-10-1998 a Bacau in Romania). Attualmente è driver titolare nel Campionato Italiano GT Sprint con la Lamborghini Huracan GT3 Evo del team Imperiale.

Kikko Galbiati – Lamborghini Huracan – Team Imperiale Racing

La sua è una carriera automobilistica velocissima che evidenzia immediatamente le doti, di un vero talento nel panorama prima kartistico e poi automobilistico italiano

Galbiati debutta infatti in kart nel 2014 all’età di 15 anni nella pista internazionale di Jesolo. Cogliendo subito un 7° posto che metterà immediatamente in luce il suo talento.

Da qui il passaggio diretto all’automobilismo in un susseguirsi di categorie. Dalla Formula 4 (già dal 2015), alla Lamborghini Super Trofeo (di cui sarà vice campione europeo nel 2017 e 2019) fino alla GT3  nel 2020.

Il giovane pilota bresciano intervenuto ai nostri microfoni, in una intervista, molto interessante, ha raccontato molto di se e della sua carriera in pista. Facendoci entrare in un mondo – quello delle gare GT – decisamente sottovalutato dal mainstream mediatico.

Proprio su questo aspetto si è focalizzata una delle considerazioni fatte da Galbiati. Che ha espresso il suo punto di vista da appassionato oltre che da pilota professionista, in particolare per ciò che riguarda il nostro paese.

Raccontando la sua esperienza ha evidenziato come preferisca correre sulle piste di altri paesi oltre l’Italia. Anche in funzione della maggior partecipazione del pubblico straniero alle gare, un aspetto che qualsiasi pilota professionista pone in primo piano.

“Devo dire che preferisco specialmente le piste estere” ha dichiarato Galbiati. “Hanno un grande fascino anche dal punto di vista, diciamo, della passione che ci mettono le persone. Parlo soprattutto del pubblico che è molto presente in pista e che purtroppo in Italia tra una cosa e l’altra viene sempre a mancare. C’è molta partecipazione, così come molta voglia di entrare nel paddock. Per esempio ho trovato moltissime persone che non mi conoscevano e che però sono venute lì ad incontrarmi. Abbiamo fatto foto insieme, oppure mi hanno fatto autografare le loro cartoline, anche se non mi conoscevano di persona. Diciamo che sapevano chi fossi venivano lì e tifavano. Sai, è l’occasione in cui regali una maglietta o un cappellino e ti senti anche ‘coccolare’ un attimo. Qui in Italia invece questa cosa viene molto meno.”

Abbiamo domandato a Kikko se possa essere un comportamento dettato dalla situazione imposta dalla pandemia in corso e dalle conseguenti norme di sicurezza o da un effettivo disinteresse del pubblico italiano al mondo GT.

Kikko Galbiati al Nurburgring – Lamborghini Super Trofeo 2020 – European Series –

“Sinceramente non saprei che cosa risponderti” ha risposto. ”Però ti dico che al di là delle persone che conosco e che portano persone che non conosco, nelle gare sui circuiti esteri trovo molti appassionati. Magari anche fotografi amatoriali.

In particolare al Nurburgring o SPA in concomitanza con le 24 ore oppure a Silverstone ho trovato molta gente che si interessa a questo mondo.

Diciamo che l’italiano in questo momento – forse posso sbagliare ma racconto quello che sto vivendo – è molto più interessato ai massimi livelli del motorsport. Per esempio la Formula 1 oppure altre categorie, come ad esempio la Blancpain, che comunque sono considerati ai massimi livelli. Quello che invece riguarda tutto il resto viene lasciato un po’ da parte e non molto considerato”

Kikko Galbiati ed il co-pilota Dean Stoneman – Lamborghini Super Trofeo 2020- Nurburgring

Non si può che essere d’accordo con il punto di vista di un addetto ai lavori, che vive in prima persona la distanza del pubblico dal campionato che disputa e l’effettiva desolazione dei circuiti. Un problema che accomuna tutti i campionati dell’endurance automobilistico italiano e che deriva da una miriade di fattori diversi che contribuiscono alla sua scarsa diffusione.

Uno su tutti la scarsa copertura mediatica che i mezzi d’informazione, ed in particolare i media televisivi, destinano alle manifestazioni dell’endurance automobilistico. Forse ritenendole meno appassionanti di un GP di F1, un modello di gara che per la verità negli ultimi anni ha perso molto del suo fascino sportivo.

La scarsa pubblicizzazione di eventi, quali la 24 ore di LeMans, di SPA o le endurance dei campionati GT non aiutano la conoscenza di queste specialità sportive. Relegandole così all’ apprezzamento di pochi appassionati, che comunque devono ricercare maggiormente all’ estero le informazioni che li riguardano, ed allontanandole dal grande pubblico.

Forse coinvolgere in maniera più attiva spettatori – come ad esempio in passato si faceva con il pubblico che seguiva le Mille Miglia – potrebbe far apprezzare meglio anche quel mondo GT di cui Galbiati ci ha raccontato qualcosa.

Vi consigliamo anche per questo di ascoltare in versione integrale la sua intervista sul nostro podcast Full Gas. Conoscerete meglio un protagonista del motorsport internazionale, di cui nei prossimi anni sentiremo sicuramente parlare.

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