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Ai microfoni del nostro podcast Full Gas, puntata #9, un ospite d’eccellenza del mondo endurance, Sergio Campana. Attualmente pilota di spicco della Campionato European Le Mans Series in classe LMP2 ed LMP3. Sergio dopo averci parlato della sua attività in pista, ai nostri microfoni, ha espresso il suo punto di vista sul futuro del mondo GT.

È stato nostro graditissimo ospite nella puntata n.9 di Full Gas Podcast uno dei piloti più importanti dell’endurance automobilistico italiano: Sergio Campana.

Sergio dopo un’ esordio in kart nel 2003 ha percorso praticamente tutti i gradini dell’ automobilismo sportivo raggiungendone anche il punto più alto.

Dopo aver percorso le piste con le gare del Campionato italiano di F.Renault 2000 nel 2007 e del Campionato Italiano di F3 tra il 2008 ed il 2010, classificandosi al 1° posto, si è infatti laureato Campione di quest’ultima serie nel 2011.

Quella posizione ha assicurato al giovane pilota emiliano un test molto ambito: il Test premio con la Ferrari F60 sul circuito di Vallelunga.

Nel 2012 Campana sale su una vettura del campionato Auto GP World Series (vi invitiamo a vederlo in questo video). Una serie automobilistica erede dell’Euroseries 3000 a sua volta formula europea cadetta della F1. Guiderà in questo campionato sino al 2014 alternandosi alla guida di vetture della GP2 Series.

Sergio Campana nel 2014

Nel 2015 il passaggio alle ruote coperte. Che lo condurrà dopo 5 anni, nel 2020, alla guida di vetture del team BHK Motorsport in Classe LMP2 nella European Le Mans Series.

Sergio Campana – BHK Motorsport LMP2

Abbiamo chiesto a Sergio la ricetta , secondo lui più efficace, per rendere appetibile il mondo endurance alla partecipazione dei grandi marchi automobilistici internazionali. Il suo punto di vista evidenzia chiaramente alcune delle criticità che affliggono i campionati GT internazionali.

“Io sono innanzitutto un appassionato e a volte da appassionato non capisco certe scelte che vengono effettuate nel mondo del motorsport” ha affermato Campana. ”Guardo, ad esempio i nostri ‘cugini’ motociclisti e vedo che hanno una filiera di categorie che è molto più snella, più semplice, più immediata.

 Io corro nella LMP2 da due anni nel mondo endurance. Ma i miei amici, per imparare a capire esattamente che macchina sia la LMP2, fanno fatica. Anche il nome non aiuta tanto! Il Mondo Endurance è pubblicizzato purtroppo in un modo un pochino superficiale e questo non aiuta.

In più la cosa che non aiuta, è che ci sono dei cambi regolamentari fatti un po’ troppo spesso e con un po’ di confusione. In America c’è un tipo di categoria, in Asia un altro, in Europa un altro ancora. Quindi tutto questo non aiuta a fare chiarezza ed Infatti ti trovi poi alla fine come in Bahrain dove di LMP1 ce ne erano solo due. (NDR: Campana si riferisce alla 8 ore del Bahrain 2020 dove erano presenti per la classe LMP1-Hypercar solo le 2 Toyota del team Gazoo Racing).

Le Toyota LMP1 del GAZOO Racing.

Uno spettatore che si trova a seguire un campionato con una categoria dove partecipano due macchine, per quanta passione possa avere, perde di interesse perché non c’è gara. Quindi secondo me, la prima cosa da fare sarebbe abbassare il numero di categorie e diminuire il numero di podii.

Questo per non avere, troppe categorie tra Pro, ProAM, AM, ecc. Questa esigenza di voler premiare tutto a tutti i costi, dividere in tante categorie, voler avere 4 o 5 vincitori – magari che corrono con la stessa macchina o con macchine simili – secondo me non fanno altro che creare confusione.

E in più si continuano a cambiare regolamenti. Le LMP2 penso che oggi abbia uno dei migliori rapporti qualità prezzo. Nel senso che è una macchina performante, bella da guidare e  bella da vedere. Io che la guido mi stupisco ancora di quanto sia performante.

La LMP1 è ancora più bella, però è diventata inaccessibile perché purtroppo i costruttori negli ultimi anni hanno investito delle cifre, anche per loro, controproducenti che non possono essere sostenute a lungo termine.

Quindi la formula è tentare di ridurre i costi con parti standard o costruttori a monte che possano fornire le macchine ai team, come avviene in LMP2.

La scelta delle Hypercar (NDR : scelte dalla FIA per il 2021) io la vedo male.

Già si parte con macchine che vanno piano, perché con i regolamenti che ci saranno non saranno performanti. Le LMP2 il prossimo anno saranno strozzate togliendo 70 HP, togliendo le gomme libere e mettendo gomme più lente. Se questa è la premessa si parte già molto male.

Poi ci sono categorie, per dirla come va detta, tipo Formula E che se vengono messe su circuiti veri, “prendono” 30 secondi da una macchina “normale”. In questo si gioca sempre con lo spettatore sul voler rendere un qualcosa veloce anche se poi non lo è.

Questo insieme di cose alla fine, quando si cerca di appassionare il pubblico, nel momento in cui si capisce veramente qual’ è la differenza, si allontana lo spettatore. 

Nelle moto non si fanno certi problemi. Si fanno cose un po’ più semplici, ed il pubblico segue perché è tutto più facile. Ci sono poche categorie, c’è la velocità e l’endurance, ma alla fine le moto sono quelle punto e basta. È un concetto molto semplice. In macchina purtroppo non è così. A volte dei campionati monomarca diventano più avvincenti delle formule libere proprio perché un insieme eccessivo di regole complica le cose.

Un esempio è quello del campionato italiano GT, che con 20 macchine esibisce 4 o 5 podii.  Come si può appassionarsi a qualcosa dove vincono tutti quanti?”

Il parere di Sergio Campana, da schietto appassionato ma soprattutto da pilota professionista, non lascia alcun dubbio sul valore delle scelte che andrebbero operate nel campo dell’automobilismo sportivo internazionale.

La semplificazione delle regole oltre che delle tecnologie in campo potrebbe sicuramente riportare ad un livello di spettacolo più alto uno sport che, specialmente in campo endurance, lamenta scarsità di pubblico e di sponsor come mai prima d’ora era successo.

È un parere che molti degli ospiti che hanno parlato ai nostri microfoni hanno espresso e che forse anche nelle “stanze dei bottoni” del motorsport è stato preso seriamente in considerazione, da qualche tempo a questa parte.

Ma non solo di GT si è parlato con Sergio Campana. Vi invitiamo ad ascoltare in versione integrale la sua intervista sul nostro Podcast per conoscere ancora meglio il carattere e la competenza di questo vero professionista del volante.

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