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Nella puntata n.8 di Full Gas, abbiamo fatto 4 chiacchiere con Luca Filippi. Vice-campione del mondo GP2 nel 2011, ex pilota del team Nio Formula E, pilota GT, professionista tra i più veloci del motorsport italiano. Filippi ci ha raccontato la sua visione sull’evoluzione che il mondo dell’automobilismo sportivo si prepara ad affrontare nei prossimi anni.

Continua l’avventura del nostro podcast Full Gas che ha raggiunto l’ottava puntata. Questa volta l’ospite che ci ha raggiunto ai nostri microfoni è Luca Filippi. Pilota di lunga esperienza tra i più famosi ed esperti del panorama automobilistico sportivo italiano.

Luca Filippi con Nio in Formula E

L’italiano ha affrontato molteplici esperienze in campo automobilistico, che spaziano dalla GP2 alla Formula E, passando dalle gare GT e dalla Indycar. Il suo insomma è un curriculum tra i più variegati ma anche tra i più completi.

È proprio per questo che abbiamo parlato con lui, di quello che potrà essere il futuro del motorsport visto da un professionista delle piste. Tra gli altri argomenti gli abbiamo chiesto un suo parere su quali saranno i risvolti che, il budget-cap previsto dalla FIA nei prossimi anni, potrà avere sulla F1.

“È una domanda difficile” ha risposto Filippi. “Per ridurre ai minimi termini credo che nei panni di chi dirige la F1, avrei cercato di semplificare un po’ le power unit soprattutto per favorire l’ingresso di nuovi costruttori.

Se un costruttore oggi entrasse in F1, anche il migliore del mondo, con la miglior tecnologia, dovrebbe spendere troppo tempo per arrivare ad essere al pari degli altri.

Dietro al raggiungimento di una competitività adeguata, c’è un enorme impiego di tempo risorse e denaro. L’investimento perderebbe senso, qualora non si potessero ottenere a breve risultati positivi. Il tempo e il budget che ci vorrebbero per arrivare a vincere non sarebbero assolutamente ragionevoli.

Quindi credo occorra riuscire a trovare un modo per rendere le power-unit potenti, interessanti affascinanti, ma anche un po’ più semplici .

Magari con un concetto ibrido più simile, se non addirittura uguale, per tutti. Introducendo magari parti, tra  virgolette, standard con delle “fiches” (ndr “token” per la federazione), come suol dirsi. Quindi con delle misure e delle caratteristiche fisse ed uguali per tutti.

A quel punto non stai diminuendo il budget oppure la possibilità di inventare, ma stai semplicemente mettendo una regola su questa possibilità in alcuni campi.

In questo modo si potrebbero avere più linearità ed omogeneità tra le prestazioni dei vari team. Invogliando in questo modo le case automobilistiche ad entrare in Formula 1. La futura uscita di Honda ci fa capire che c’è necessità di qualche costruttore in più all’ interno della F1”.

Filippi sulla Nio di Formula E

L’analisi del punto di vista di Filippi, si rivela abbastanza aderente alla filosofia che la F1 Group (per voce del nuovo CEO Stefano Domenicali) e la FIA intendono perseguire nei prossimi anni.

E si allinea anche con l’opinione espressa da altri protagonisti del motorsport , per alcuni dei quali abbiamo potuto raccogliere direttamente le dichiarazioni (uno su tutti Emanuele Pirro).

La strada di una limitazione dei costi non necessariamente può risultare dannosa o limitante allo sviluppo delle caratteristiche tecniche e quindi della spettacolarità di questo sport. Può anzi favorirne l’affermazione all’ interno di un cambiamento che ormai si rende sempre più necessario ed al quale comunque volenti o nolenti dobbiamo abituarci.

Ma per approfondire ancora meglio la conoscenza di questo protagonista delle piste vi invitiamo ad ascoltare la puntata n.8 di Full Gas che lo ha visto ospite graditissimo.

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