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Non solo piloti tra le novità che ci attendono per il Campionato di F1 del 2021. Ci sono infatti anche notizie che riguardano da vicino il riassetto delle squadre e della loro griglia tecnica. In questo contesto il trasferimento di Simone Resta in Haas F1 sta tenendo banco sulle pagine di molti magazine. Cerchiamo di capirne i risvolti…

Simone Resta, responsabile Ingegneria Telaio della Scuderia Ferrari, dal 1° gennaio 2021 lascerà il suo attuale incarico per trasferire le proprie competenze alla Haas F1. Rinforzando di fatto la struttura tecnica della squadra americana.

Il Team Principal Ferrari Mattia Binotto ha spiegato in questo modo il trasferimento.

Simone Resta – Ferrari

“La struttura di un team come la Scuderia Ferrari si evolve in modo veloce, anticipando i cambiamenti. A partire dal 2021, con l’introduzione dei nuovi regolamenti, vengono poste davanti a tutti noi delle sfide nuove. Che vanno affrontate con pragmatismo e apertura, come del resto avevamo iniziato a fare con le modifiche organizzative annunciate alcuni mesi fa.

È per questo che crediamo che la relazione storica che abbiamo con Haas, sin da prima del suo arrivo in Formula 1, costituisca per entrambe le parti la base per sfruttare ogni possibile sinergia. Coerentemente con quanto definito dai regolamenti FIA.

È con questo spirito che siamo lieti di annunciare che un tecnico di valore come Simone Resta andrà a rafforzare la struttura tecnica della squadra americana a partire dall’inizio del prossimo anno. Questo passo rappresenta quindi un’ulteriore tappa del processo di continua evoluzione della nostra squadra.

Simone, cui va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto finora, avrà un ruolo rilevante all’interno di un team che ha ribadito il suo impegno a lungo termine in Formula 1. E che, anche con l’arrivo di un pilota della Ferrari Driver Academy, Mick Schumacher, ha rafforzato un rapporto già molto stretto con la Scuderia. Enrico Cardile (ndr: in Ferrari) avrà il compito di gestire e coordinare le risorse tecniche e umane direttamente legate allo sviluppo della prestazione e alla progettazione della vettura”.

È un annuncio che sembra apparentemente soltanto riferirsi ad una normale riorganizzazione dell’assetto delle due scuderie. In realtà probabilmente è bene approfondire ulteriormente, per capire esattamente quali sono le motivazioni e quali saranno i risvolti di tale decisione.

Occorre innanzitutto ripercorrere brevemente la carriera del tecnico nato ad Imola.

Resta è dal 2001 in Ferrari di cui dal 2014 al 2018, scelto da Sergio Marchionne, è stato capo progetto. È un ottimo telaista autore di monoposto Ferrari di successo come quelle del 2017 (SF70H) e del 2018 (SF71H).

Un tecnico che dalla metà del 2018 viene destinato ad un’altra scuderia satellite del Cavallino: La Sauber – Alfa Romeo. In questo team l’ingegnere presta il suo apporto per un anno. Periodo in cui la squadra del Biscione ottiene ottimi risultati con un Charles Leclerc ancora in anticamera per l’abitacolo Rosso.

Simone Resta nel 2018 – Alfa Romeo

Il 1° agosto del 2019 il suo ritorno a Maranello alla guida del progetto 2020. Quella SF1000 che tanti grattacapi darà alla Scuderia del Cavallino in questa annata decisamente pessima.

Una prestazione negativa da attribuire forse più alla spy-story di fine 2019 ed al successivo accordo segreto con la FIA (con conseguente depotenziamento del “motorone” Ferrari), che ad effettive mancanze progettuali della vettura in questione.

Ma allora a cosa è dovuto questo suo nuovo allontanamento, dalla casa del Cavallino, per altre destinazioni ben più periferiche?

A distanza di due anni dal suo ritorno a Maranello, questo evento, lascia sorgere comprensibili dubbi.

Anche in relazione alle indiscrezioni (prontamente smentite dallo stesso Resta) emerse negli scorsi mesi. Rumors di una forte divergenza di vedute tra il tecnico ed il Team Principal Mattia Binotto sulla progettazione della vettura 2021.

Un ex uomo della gestione “Marchionne” allontanato da un uomo della attuale gestione “Elkann”…?

John Elkann e Mattia Binotto – Scuderia Ferrari

Sono solo semplici supposizioni che non trovano effettivi e tangibili riscontri? Solo esercizi di dietrologia? O effettive motivazioni celate nei meandri delle decisioni del team modenese?

Resta il fatto che le capacità del tecnico romagnolo sono state dimostrate dalle vetture che ha portato in pista, ed al cui sviluppo ha contribuito.

Vetture come la SF70H, che aveva nei suoi punti forti carico aerodinamico e assetto rake. E che nel 2017 permise alla Ferrari di dominare in circuiti come Monaco e  Budapest dove il carico aerodinamico la fa da padrone.

Una vettura che purtroppo non ha potuto dare l’assalto al mondiale anche per via dei problemi di affidabilità della power-unit Ferrari (sviluppata dal motorista nonché team principal Mattia Binotto…) nel finale di stagione.

Forse più che di divergenze progettuali o adeguatezza dei ruoli (cui anche alcuni degli ospiti del nostro podcast nelle puntate n.7 e n.8 hanno accennato), nel caso del trasferimento di Resta, si potrà parlare del diverso utilizzo di una risorsa preziosa.

Anche nell’ ottica dei tagli di personale legati al Budget-Cap 2021 che la Scuderia di Maranello dovrà operare.

Evitando in questo modo di lasciarsi sfuggire tecnici preziosi che possono comunque far bene rimanendo in orbita Ferrari.

Le capacità di Resta di certo gioveranno alla Haas motorizzata Ferrari. Per la quale dal 2021 con un contratto pluriennale inizierà a correre l’astro nascente Mick Schumacher.

Ed alla Ferrari resterà l’onere di dimostrare che la scelta di affidare anche l’incarico di capo progetto ad Enrico Cardile (già responsabile di aerodinamica e performance in pista) sarà stata la scelta giusta. 

Ma forse proprio per questo i cambiamenti non finiranno qui…

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