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Ai microfoni di Full Gas puntata #7 Guido Schittone, voce autorevole del giornalismo automobilistico italiano. In un’intervista a tutto tondo sulla F1 esprime il suo parere sul ruolo di Mattia Binotto all’ interno della Ferrari. Un ruolo forse da rivedere, anche alla luce del suo coinvolgimento nella progettazione delle prossime vetture del Cavallino.

La puntata n.7 del podcast Full Gas, ha avuto come ospite una delle voci e dei volti più noti al grande pubblico dell’automobilismo sportivo: Guido Schittone.

Schittone, uno dei più lucidi e precisi osservatori del motorsport mondiale, parlando con noi della F1 ed inevitabilmente della situazione Ferrari in questo 2020, ci ha offerto il suo autorevole punto di vista su questi temi.

Il noto giornalista ha espresso, in particolare, la sua valutazione sul ruolo attuale e futuro del team principal della Rossa, Mattia Binotto. Anche alla luce della sua temporanea assenza dal muretto box nel GP di Turchia e nel prossimo GP del Bahrain per il suo coinvolgimento nella progettazione delle vetture del Cavallino dei prossimi anni.

L’estratto dell’ intervista a Guido Schittone per Full Gas #7

“Mah.. dipende da quello che la Ferrari vuol far fare da grande a Binotto” ha dichiarato Schittone.” Io credo che Binotto sia un ottimo tecnico, lo ha dimostrato. E’ un motorista non è un telaista; quindi i telai non sono sicuramente la specializzazione di questo ingegnere. Però credo che la figura del team principal sia estremamente delicata ed estremamente importante.

Deve essere una visione globale di tutte quelle che sono le problematiche non solo tecniche ma anche umane e sportive all’ interno di una squadra. In Ferrari reputano Binotto adatto a questo ruolo, io avrei qualche dubbio. Ma non perché mi stia simpatico o antipatico, anzi. Semplicemente io credo che sia un ingegnere. Ed un ingegnere dovrebbe fare l’ingegnere, mentre il team principal dovrebbe fare il team principal. Un po’ come accade in molte delle squadre della F1 ed in molte delle squadre che gareggiano intorno al mondo. Non è più il tempo di una figura carismatica, stando alla Ferrari, come Mauro Forghieri.

Adesso ci sono tantissimi altri aspetti: il rapporto con le istituzioni sportive, il rapporto contrattuale con i piloti, il rapporto con chi li gestisce. Un team principal pensa a tutto, poi l’aspetto tecnico viene per ultimo. E un ingegnere, io penso sia più interessato all’ aspetto tecnico piuttosto che ad un aspetto gestionale. Jean Todt non era ingegnere, ma demandava a Ross Brawn il quale a sua volta demandava a Rory Byrne ed ai vari responsabili dei settori della F1.”

È un punto di vista che, se necessario, delinea ancora una volta la visione non ottimale da parte della dirigenza Ferrari, delle competenze e dei ruoli all’ interno della GeS (la Gestione Sportiva di Maranello).

Una dirigenza che negli ultimi anni almeno in F1 ha seguito strade sbagliate, oltre che nelle relazioni con i piloti (il controverso “licenziamento” di Sebastian Vettel ne è un esempio eclatante), anche nella distribuzione dei ruoli all’ interno della Scuderia.

Schittone:"Binotto è più adatto come ingegnere"
John Elkann e Mattia Binotto – Ferrari

Una sensibilità maggiore nella comprensione delle problematiche di un team di F1 forse, avrebbe definito una struttura interna maggiormente aderente alle problematiche che di volta in volta la squadra avrebbe dovuto affrontare.

In questo contesto il ruolo di Binotto esclusivamente come responsabile motorista (o come capo progetto) sarebbe stato determinante nell’ ottica del raggiungimento di un successo che a Maranello manca da troppo tempo e che occorre poter raggiungere in tempi brevi.

Totalmente condivisibile l’opinione espressa da Guido Schittone riguardo al ruolo che un team principal dovrebbe avere, nella F1 contemporanea. Un ruolo che non si riflette più nell’aspetto carismatico di un Mauro Forghieri (ndr: forse in parte riconducibile a quello di Maurizio Arrivabene ai giorni nostri), ma più in quello di un oculato gestore delle risorse a disposizione del team, in tutti i suoi aspetti.

Il ruolo di team principal, in questo caso, avrebbe potuto essere affidato ad un uomo dotato di una visione complessiva più ampia delle problematiche e delle criticità all’ interno della squadra, dotato di capacità manageriali più che tecniche. Determinante anche nella scelta delle strategie da seguire in pista così come nei rapporti con la Federazione o con i piloti.

Schittone rispondendo alla domanda su chi possa ottenere una eventuale candidatura al ruolo di team principal del Cavallino ha dichiarato

“Onestamente non lo so, perché ci sono tantissime persone e pochissime allo stesso tempo.”

In Ferrari ci vorrebbe un uomo di valore anche perché non è una squadra qualunque. Non è una piccola squadra è un’azienda e ti devi confrontare anche con delle questioni politiche di equilibri interni. Quindi ci vuole sicuramente un uomo molto forte che abbia la caratura dei Jean Todt dei Toto Wolff . E non penso un ragazzino alle prime armi. Ma a qualcuno che sappia anche riconoscere i meriti di gente più brava di lui in alcuni settori.

Le grandi squadre si fanno prendendo i migliori non allontanandoli perché sono scomodi o perché non la pensano come te. Questo accade non solo nella F1, ma dovrebbe accadere in ogni azienda e nella vita di tutti i giorni. Io dovessi costituire un giornale domani prenderei i migliori sulla piazza. Non vado a prendere dei mediocri, tra virgolette, perché non mi oscurano. Non me ne importa niente; perché se sono bravi loro e portano un giornale a vendere o una trasmissione televisiva a fare molto audience il primo a guadagnarci sono io”

Nel contesto di un ipotetica nomina, Schittone suggerisce anche un nome che la Ferrari dovrebbe comunque monitorare nei prossimi anni. Quello di Andreas Seidl attualmente team principal di McLaren.

Andreas Seidl – Team Principal McLaren

“A me piace molto, anche se deve crescere ancora, Seidl che era alla Porsche e che, mi sembra, stia svolgendo un ottimo lavoro alla McLaren. È un ragazzo – perché ancora giovanissimo –  innamorato dell’ Italia. Tra le altre cose è innamorato della Ferrari e con cui per anni parlavamo di queste problematiche. Quella è una figura secondo me da monitorare in prospettiva futura.  Forse non adesso, ma in prospettiva futura io rischierei una mossa. Proprio perché è un altro che ha una visione globale anche del motorsport e non solo della formula 1.”

Quella di Guido Schittone nei confronti di Seidl è un’opinione che molti appassionati ma anche molti altri addetti ai lavori condividono, riscontrando nel manager tedesco le qualità necessarie alla corretta gestione di un team.

Speriamo che anche il gruppo direttivo della Ferrari di F1 condivida effettivamente questo orientamento ridefinendo al più presto ruoli e competenze.

E magari non disdegnando di poter dare un occhiata all’esterno in un prossimo futuro.

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