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Durante il GP di Turchia abbiamo assistito al già annunciato cambiamento di ruoli al muretto della Ferrari che ha visto Laurent Mekies assumere di fatto le redini della Scuderia sostituendo Mattia Binotto rimasto a Maranello per seguire gli sviluppi dei progetti futuri.

Tale avvicendamento, tirando le somme del weekend della Rossa sembra essersi rivelato una buona idea.

Se esuliamo, infatti, dalla debacle in Q2 del sabato nella quale si sono di nuovo visti i limiti di un progetto per il quale quest’anno non c’è nulla da fare, in gara, tutto sommato il muretto ha svolto un egregio lavoro non solo non sbagliando, ma addirittura azzeccando la strategia per entrambi i piloti (prima volta quest’anno) calibrando al meglio il rapporto Pirelli/pista e riuscendo a far viaggiare Vettel sempre tra i primi e permettendo a Leclerc di effettuare una rimonta che lo ha addirittura portato ad essere secondo e solo un suo errore ne ha compromesso la posizione finale.

Il buon piazzamento delle rosse, partite 11 e 12, è stato un gioco di squadra scaturito, come detto, dalla buona strategia attuata dal muretto che finalmente è sembrato concentrato e lucido fino alla fine, come l’immagine emblematica di Mekies arroccato sui suoi monitor a coordinare tutte le operazioni. Un segnale importante che non cambia l’andamento di una stagione segnata, ma che tende e deve tentare di ridare fiducia ad un ambiente che ultimamente è naufragato troppo spesso dietro ai deficit di una macchina sbagliata e dal quale non si può prescindere per risollevare le sorti della Scuderia.

Buona la prima per Mekies dunque? Sembrerebbe proprio di si, anche se è presto per dirlo tuttavia una strada probabilmente è stata segnata e potrebbe essere nato il nuovo asset dei prossimi anni, con Binotto di nuovo a fare il vero Direttore tecnico, come quando sostituì James Allison e Mekies a seguire tutta la parte polito/organizzativa da Team Principal. Un ritorno al passato necessario per ridare ordine ad un caos che aveva iniziato a minare pesantemente la Ferrari.

Vedremo se questo cambio organizzativo darà i frutti sperati, di fatto bisogna fare presto perché non sono neanche lontanamente accettabili gli obbiettivi fissati da John Elkann su una rinascita dal 2022, la Ferrari deve raddrizzare questa situazione già dal 2021 e se non si potrà puntare ad un titolo si dovrà puntare quanto meno al podio con regolarità e questo avvicendamento, se pur non ancora del tutto ufficiale, sembra orientato in quella direzione.

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Fabrizio Monaco

Ideatore di Full Gas e pilota amatoriale. Mi interesso di tutto ciò che abbia quattro ruote, un telaio e un motore.

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