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Pirelli, ha avviato indagini sul cedimento della gomma posteriore destra sulla Red Bull di Max Verstappen al GP di Imola. Sembrerebbe infatti emergere una motivazione diversa dalla foratura, per l’esplosione del pneumatico della monoposto inglese. E non sarebbe un guasto isolato…

Ad Imola tornano i problemi registrati anche in passato per i pneumatici Pirelli PZero in dotazione alle monoposto di F1.

Durante il Gran Premio di Imola, infatti, Max Verstappen è uscito di pista, a causa dell’ esplosione del pneumatico posteriore della sua vettura.

La gomma ha ceduto all’ improvviso, mentre l’olandese in piena velocità si avvicinava alla chicane Villeneuve,

La causa dell’ incidente è stata attribuita, in un primo momento, alla presenza di un detrito in pista proveniente da qualcuna delle vetture in gara.

Ma i tecnici Pirelli hanno iniziato una indagine che potrebbe portare ad una diversa origine del cedimento

Interessante è in questo senso un camera-car al rallentatore dello scoppio, proposto dall’ ex pilota olandese di F1 ed opinionista Robert Doornbos.

Dal video infatti emerge abbastanza chiaramente che la causa del cedimento potrebbe essere attribuibile ad un fattore indipendente dalla presenza di detriti in pista.

Un fermo immagine del video evidenzia che, nel rettilineo precedente la chicane, sul pneumatico posteriore della Red Bull l’attacco tra la spalla ed il battistrada cede all’ improvviso senza che alcun detrito sia visibile in pista.

Imola 2020 : nel cerchio il punto del cedimento sulla gomma di Verstrappen

L’olandese in quel momento aveva condotto la sua vettura per 32 giri su quel treno di gomme senza alcun problema .

Ma Verstappen non è l’unico pilota ad aver lamentato un comportamento non ottimale dei pneumatici durante la gara.

Anche la Mercedes ha confermato che Hamilton aveva subito un peggioramento delle vibrazioni durante lo stint condotto con gomme dure.

Un peggioramento confermato via radio dallo stesso pilota che durante la gara annotava come la sua gomma posteriore destra sembrasse in cattive condizioni.

E non solo. Oltre a quelle di Lewis Hamilton anche le gomme di Daniel Ricciardo hanno mostrato segni di rigonfiamento che potrebbero indicare il rischio di forature.

Occorre anche ricordare che Verstappen non è il primo pilota ad aver subito un improvviso guasto agli pneumatici quest’anno. Anche  Lance Stroll su Racing Point ha subìto lo stesso inconveniente nel Gran Premio di Toscana, mentre correva con la stessa mescola C2 di Verstappen.

Mentre durante il GP di Gran Bretagna, sia i piloti della Mercedes che Carlos Sainz Jr su McLaren hanno subito guasti simili con mescola C1.

Pirelli in questi casi specifici aveva attribuito questo alle forze in curva estremamente elevate generate dalle auto di quest’anno.

Ma nel caso di Verstappen ad Imola, la casa italiana sta conducendo ulteriori accertamenti che chiariscano eventuali criticità costruttive nelle coperture.

Forse emerge la necessità di una prescrizione da parte del fornitore alle squadre, che chiarisca in maniera inequivocabile dove possano porsi i limiti di sicurezza di un elemento, gli pneumatici appunto, determinante ai fini della sicurezza delle vetture.

La complessità dei mezzi lo richiede in vista anche del cambio regolamentare atteso per il 2022. Una complessità che con l’avvento dell’ effetto suolo che renderà ancora più veloci le vetture in pista.

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