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Domenica scorsa, dopo l’ennesimo trionfo della Mercedes ad Imola, in molti avranno notato il ringraziamento di Toto Wolff ad uno dei personaggi che hanno segnato il successo della stella a tre punte in questo ultimo decennio: l’Ing. Aldo Costa. Il tecnico, ex Ferrari, che ha segnato un’epoca per le frecce nere ha ricordato la nascita di questi successi.

Il team principal della stella a tre punte, Toto Wolff, alla fine del gran premio dell’ Emilia Romagna ha ringraziato pubblicamente uno dei padri del team, che ha contribuito allo sviluppo tecnico delle vetture: l’Ing. Aldo Costa.

Il dominio indiscusso della Mercedes nel campionato di F1 di questi ultimi sette anni ha trovato infatti domenica scorsa una ulteriore conferma sul circuito di Imola, con la conquista del settimo titolo costruttori consecutivo del marchio tedesco.

“Negli ultimi anni ci sono stati tanti sacrifici, tanto sudore e tante lacrime versate – ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport F1 Toto Wolff – ci sono state tante decisioni difficili, ma ora abbiamo messo insieme un sogno. Ricordo che nel 2014 ci eravamo dati un obiettivo, che era vincere un titolo iridato – ha ricordato il manager austriaco – ed Aldo Costa all’epoca ci disse ‘non penso che sia abbastanza ambizioso’. Lui disse che dovevamo appendere al muro la scritta ‘dobbiamo vincere tanti titoli’. Sembrava folle, ma oggi siamo qui con questi sette titoli grazie ad Aldo, che ci ha dato quell’obiettivo. Non riesco ancora a credere dove siamo arrivati”.

Il team Mercedes festeggia il 7° titolo costruttori consecutivo ad Imola – 2020

Costa, 59 anni, da circa un anno non è più nel team di Toto Wolff. È tornato nella sua Parma, ed esercita la sua professione di progettista per la Dallara uno dei gioielli dell’Italia motoristica.

Ma il tecnico italiano è tra i padri del dream team Mercedes, dove è arrivato nel 2011, pochi mesi dopo la fuoriuscita dalla Ferrari, e dal canto ha voluto ricordare il suo lavoro insieme al team principal del Team di Brackley.

Aldo Costa in Ferrari – 2010

Mi ha lasciato a bocca aperta”, ha dichiarato “Ma il fatto che abbia ricordato quell’episodio è la conferma dell’atmosfera che c’è nel team. Dei valori che abbiamo costruito. Toto non ha parlato di meccanica, di tecnica. Ha parlato di persone e di valori. Ha definito la Mercedes un Fun-Team, perché ci si diverte a lavorare lì. Perché c’è unità, non c’è politica. E più di tutto c’è un clima di non-colpevolizzazione. Il che è fondamentale. Se quando sbagli sai che sarai protetto e consolato anziché additato ti sentirai libero di osare. E in un contesto a velocissimo sviluppo come la Formula 1 osare è assolutamente necessario.  È una questione culturale che secondo me è alla base di tutti i grandi successi sportivi. In questo la Mercedes è come gli All Blacks: le persone passano, la cultura che hanno costruito resta. E si rafforza.”

È la testimonianza di un uomo, prima che di un tecnico. Una testimonianza che molti dei componenti del team anglo-tedesco possono confermare. A partire da Lewis Hamilton campione del mondo all’ interno di una squadra di campioni.

Toto Wolff e Aldo Costa alla 1000 Miglia 2017

Anche chi è uscito da quell’ambiente (Paddy Lowe, Andy Cowell, lo stesso Costa sono solo alcuni di loro) o chi sta valutando la sua uscita (le parole criptiche di Toto Wolff e dello stesso Hamilton ad Imola lo indicano) descrive con piacere il clima di collaborazione all’ interno della squadra.

E Costa evidenzia tutto ciò dichiarando la sua ammirazione per un team che negli ultimi anni di F1 ha vinto tutto.

“Chi va prepara il futuro, cresce i successori nella stessa filosofia. E’ anche un modo di adeguarsi alle vicissitudini della vita. Ed è per questo che continuo a immaginare una Mercedes molto forte. E non vedo chi potrà fermarla”.

Analizzando le parole di Costa, in questo senso, viene spontaneo accostare l’ambiente di una Mercedes vincente a quello della Ferrari in cui il tecnico parmense ha vinto tutto, insieme ad un dream team (Schumacher, Todt, Brawn, ecc.) che ha a sua volta segnato un’epoca.

da sinistra: Aldo Costa, Michael Schumacher, Ross Brawn

Dal confronto, pur se non dichiarato, emergono chiare le differenze tra il mondo Ferrari (almeno quello attuale) e quello Mercedes.

Alla collaborazione ed all’entusiasmo creativo, si contrappongono evidenti una lotta interna ed una politica che molto spesso hanno impedito (e forse stanno impedendo) alle risorse del team di Maranello di essere veramente una squadra.

Forse anche tornare a pensare in quel modo potrebbe cambiare le sorti del Cavallino in F1.

Abbandonare scelte strettamente politiche e predisporre con una maggiore apertura la partecipazione alle scelte del team, potrebbe essere la chiave di un successo che il team Ferrari ad oggi sembra non saper più trovare.

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